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È morto il presidente della IGS-Italia Giorgio Baratta

  Messaggi di cordoglio, testimonianze e ricordi

 

a cura di Jole Silvia Imbornone  

 

http://www.gramscitalia.it/301007baratta.jpg


 

 

In ordine di arrivo dal più recente

 

 

Nonostante il trascorrere delle settimane dalla scomparsa di Giorgio, il dolore e la mancanza non diminuiscono: mi addolora in particolare il ricordo della sua voce, così affettuosa e così legata alla sua mitezza. Giorgio è stato ricordato per molte validissime ragioni e io vorrei solamente aggiungere che è stato l'essere umano adulto più dolce che io abbia mai conosciuto.

Ludovico De Lutiis

 

 

Giorgio scorse quel libro,  appena scritto, in maniera esperta. Lo avevo preannunciato poco prima di metterlo accanto al piatto e al bicchiere. Parlava di Spinoza, filosofo. Prima che al libro, lui prestò uno sguardo accurato alla persona che l'aveva scritto, chiamandola "giovane maestro". Di quel maestro, quel giovane aveva solo l'improvvisazione, e l'incoscienza dello scrivere a mitraglia. Giorgio ribadì: "maestro perché ricercatore di razza". Il suo era un parlare forte sotto l'apparire dolce, e mai remissivo, ed era un parlare vero. Cos'era da ricercare? Una verità che sta ancora oggi nel volere una vita altra. Un vivere veramente. Una ricerca nel cuore del reale.

Roberto Ciccarelli

 

 

Avevo appena ricevuto gli auguri di Giorgio per il nuovo anno. Proprio non riesco a pensarlo al passato, anche perchè, intelligenza critica a parte, la sua cortesia risultava, in questi tempi cialtroni, di una splendida e rivoluzionaria inattualità. Continueremo a lavorare in quello spirito.

Mauro Pala

Certamente è una grave perdita. Ci uniamo al cordoglio generale, restando vicini alla famiglia nel dolore.

                  Prof. Ruggiero Stefanelli

Ho appreso con dolore la notizia della scomparsa di Giorgio, a cui mi legava un'antica amicizia risalente ai tempi del Dottorato di ricerca Bari-Ferrara-Urbino e della rivista "Paradigmi". Lo avevo sentito per telefono poco dopo Capodanno e mi aveva detto delle sue precarie condizioni. Ma era sempre immerso in attività  e progetti. Tra l'altro, su mio invito, quando ero al Comune di Matera, aveva organizzato e realizzato a Matera una settimana di studi gramsciani di altissimo livello. Ricordo ancora il suo stupore e la sua emozione la prima volta che lo portai in visita ai Sassi. Ci mancherà la sua attività di ricercatore e di organizzatore di cultura, ma ancor più il candore e la bontà del suo animo, e quella sua caratteristica e simpatica "distrazione". 

Mario Manfredi

Giorgio Baratta. Così sereno, così pacato, così umano. Intelligenza e cultura, chiarezza di idee, fermezza di propositi cui dobbiamo un rinnovamento profondo dei nostri studi gramsciani. Il Gramsci dei suoi scritti e delle intense giornate di Sardegna, il suo Gramsci ritrovato non è un disseppellimento ma è slancio e respiro nuovi. Ed oltre al debito generale io ne ho con Baratta uno personale e grande, per aver lui apprezzato, forse al di là di quanto meritassi, quello che, quarant’anni fa, mi accadde di fare per Gramsci: analisi serrata del testo senza voli interpretativistici (e per uno in cui incorsi, egli mi mosse fondato rimprovero).

Baratta rilesse e giudicò quello scritto, senza che ci conoscessimo, ed io ne ebbi notizia prima di incontrarlo di persona.

Abbiamo poi dialogato e, oso dire, in qualche modo lavorato insieme: gli debbo molto anche da questo punto di vista, come spero di riuscire altrove a raccontare.

Il legame tra noi, anche scherzoso, è stato sempre pieno di riserbo.

Poi avevamo cominciato a darci del tu, proprio pochi giorni prima che ci lasciasse: una crescita dellamicizia che ci commosse e fu una gioia grande per noi, Liliana ed io, e per lui, che volle festosamente parlarne ad altri amici. Ma ora Giorgio Baratta non è più tra noi.

Del rapporto con lui ci resta, doloroso e limpido, la memoria dei nostri incontri, qui a Roma in Piazza Capri e sullalto terrazzo assolato della casa di Liliana, dinanzi ai verdi colli digradanti della Sabina, terra che anche Baratta amò e che ci accomuna. Calda eredità di affetti.

Alberto Mario Cirese

 

 

Arci Comitato provinciale di Cagliari esprime il cordoglio dell'associazione tutta per la scomparsa di Giorgio Baratta. Un grande studioso di Gramsci, un grande amico della Sardegna.

Il direttivo di Arci Cagliari

Comitato Territoriale

 

 

Giorgio era un caro amico e una persona speciale. Ci mancherà. Ci manca già tanto.

Adriano Orru e Silvia Corda

 

Demorei uns dias para escrever esse texto. Sem demagogia. Fiquei um tempo em estado de choque, sem ânimo para definir o que dizer.

Quarta-feira, 20 de janeiro, soube da morte de Giorgio Baratta. Poucos brasileiros sabem quem foi ele. Era conhecido e admirado por marxistas gramscianos, com quem mantinha relações estreitas, aqui no Brasil e em diversas partes do mundo. A todos encantava com sua ironia fina, seu conhecimento enciclopédico, sua admiração incondicional por Gramsci – uma admiração que não o cegava nem o fechava em tolos dogmatismos. O seu sempre foi um Gramsci aberto, plural, em busca de atualização, condição indispensável para que continuasse a ser útil para o esforço de compreensão do mundo. “O mundo grande, terrível e complicado”, como costumava falar Giorgio, exige muita tenacidade, muito empenho e muita flexibilidade. Gramsci era, para ele, o principal marxista equipado para este movimento de compreensão.

Giorgio morreu aos 72 anos, de câncer, contra o qual lutou obstinadamente nos últimos meses. Estive com ele em janeiro de 2009, em Roma, data da foto reproduzida acima. Depois, conversamos por e-mail algumas vezes. Nunca me passou pela cabeça que poderia estar doente, depois daquela tarde fria em que passeamos pelas ruelas do Trastevere. Na ocasião, Giorgio me pediu para lhe enviar um exemplar do meu livro sobre Joaquim Nabuco, As desventuras do liberalismo, porque achava que se o lesse iria conhecer melhor o Brasil. Meses depois, numa troca de e-mails, ele me lembrou do pedido. Respondi que enviaria o livro com enorme prazer, assim que saísse a segunda edição, revisada e atualizada, prometida pela Paz e Terra para fevereiro de 2010. Se eu soubesse...

Ele amava o Brasil. Com sinceridade. Vivia em busca de pontes que ligassem italianos e brasileiros, Nápoles e Bahia, Itália, África e Brasil. Seu livro Le rose e i quaderni (2000) foi traduzido e publicado no Brasil (As roas e os cadernos (RJ, DP&A, 2007). É uma excelente amostra do programa teórico, político e cultural a que se dedicou Baratta.

Em agosto de 2008, publiquei neste blog um texto sobre ele, tentando resumir sua vasta atividade cultural e sua rica personalidade intelectual.

Giorgio ensina filosofia na Universidade de Urbino, Itália. Marxista erudito, de imaginação larga e fôlego inesgotável, dedicou-se a uma batalha incansável para agitar idéias, unir povos e experiências e produzir cultura de esquerda. Sua relação com o pensamento de Gramsci foi intensa e original. Ele não era um estudioso em busca do verdadeiro Gramsci, mas sim um teórico que desejava usar Gramsci para interpretar as urgências do presente.

Esteve entre os fundadores da International Gramsci Society e era presidente da IGS Itália. Fundou e dirigiu a network Immaginare l’Europa e a associação cultural Terra Gramsci, na Sardenha. Foi um organizador cultural ativo e também um artista, que se envolveu com a música, o teatro e o cinema. Concebeu, produziu e/ou dirigiu dois filmes: Gramsci l’ho visto cosí, direção de Gianni Amico, e New York e il mistero di Napoli. Viaggio nel mondo di Gramsci raccontato da Dario Fo.

Além de As Rosas e os Cadernos, seus últimos livros foram Antonio Gramsci in contrappunto (2007) e Leonardo tra noi (2007), ambos publicados por Carocci editore. Colaborou com vários verbetes no Dizionario gramsciano 1926-1937, que acaba de ser publicado na Itália.

Giorgio Baratta deixará saudade.

Marco Aurélio Nogueira

http://marcoanogueira.blogspot.com/

 

 

Rosa Luxemburg, che piaceva tanto a Giorgio Baratta, scrisse una volta che la parola tradisce la idea e il testo tradisce la parola. In una lingua che non è la mia io tradisco anche la parola. Scrivo, quindi,  in contrappunto. Alcuni giorni fa io era arrivato a Roma per la prima volta. Nei miei piani c'era una visita a Giorgio per conoscerlo personalmente e scambiare idee. Da alcuni anni scambiavamo corrispondenze, stesso pochi linee. Una piccola domanda per Baratta, altra piccola richiesta e  così via. Però nel ultimi mesi questo scambio ha trovato un altro significato. La rivista brasiliana Cult mi  ha  chiesto di curare un dossier su Gramsci e  per questa ragione ho preso contatti un’altra volta con Giorgio e altri. Giorgio prontamente si è messo sul lavoro in pochi giorni c'era nel mio computer un bel testo su Gramsci e la cultura. E nel dialogo che fece a seguito a quella collaborazione per la Cult lui comincia a chiamarmi Alvaro e io a chiamarlo Giorgio. Fu sua l’iniziativa, ispirata nella lettura di Sergio Buarque di Holanda. In uno di questi messaggi lui finisce con la parola portoghese "saudades". Dicono alcuni che questa parola non ha traduzione in nessuna lingua. Però mi sembrò un pò strano l'uso di Giorgio. Perché saudade implica un intimo contatto precedente, ossia conoscersi personalmente e noi, purtroppo, non abbiamo mai avuto questo rapporto diretto, nessun abbraccio, nessun  contatto fisico. Ho capito quindi che c'era la saudades del suo amato Brasile. Arrivando a Roma mi sono messo più una volta in contatto per e-mail, chiedendolo di vederlo. E lui ha prontamente risposto: "sì alvaro, sì sì, ci incontriamo". E questa fu l’ ultima volta che ho parlato con lui. La complessa interpretazione gramsciana da Giorgio, soprattutto la sua impostazione genetico-diacronica, è un grande valore per la mia ricerca e per quelli che lavorano con me alla Università di Campinas, in Brasile. All'inizio l’idea di un approccio genetico e diacronico mi sembrò un pleonasmo. Però una lettura più attenta del lavoro di Giorgio mi ha rivelato le multiple dimensioni di questo approccio e la necessità di distinguere al suo interno varie dimensioni temporali. Era questa complessità e anche le contraddizioni  proprie del pensiero di Giorgio il risultato di qual chiarissimo impegno in arrischiarsi.
Dal Brasile allievi, attenti  studiosi anche dell'opera Gramsci hanno confessato la loro perplessità con la sua scomparsa di Giorgio e anche un segreto desidero di conoscerlo. L'editore della rivista Cult ha anche pubblicato un piccolo ricordo sulla base della nota di Guido. E sono tanti che hanno inviato messaggi.

http://revistacult.uol.com.br/novo/site.asp?edtCode=CE8BF388-AA3C-4120-9434-3BAB7E81D45F&nwsCode=78F9B8C5-2317-4464-8FE9-85EA9CB8CE0F
Saluti
Alvaro Bianchi

 

 

Partecipo al dolore per la incolmabile perdita di Giorgio Baratta, studioso di straordinario valore scientifico e personalità improntata a grande umanità.

Margherita Pinna

 

 

It is very sad news about Giorgio. I am sorry for our loss. He was a source of energy for the IGS. It will be hard to make up for his absence.

Marcus Green

 

 

Recibimos  la infausta  noticia de la muerte de Giorgio Baratta, presidente de  la Asociación Internacional Gramsciana.

En nombre  de la  Asociación Gramsciana Argentina y  quería  hacerles llegar  nuestras  mas  sentidas condolenciasa todos  los  miembros de la I.G.S.

Conocimos  a Giorgio  en Buenos  Aires y  quedamos impactados por  su visión de  un del pensamiento  de un Gramsci  en  sintonia  con los  grandes  problemas de America Latina .

Las  conversaciones  con el  fueron un importante  estímulo para  la  creación del Proyecto Cátedra Libertadores, que  hoy desde  Venezuela Argentina y otros  países  latinoamericanos  intenta no solo difundir  su pensamiento, sino concretar  el poder de sus ideas en la praxis política de  America Latina.

 Hugo Calello 
Asociación  Gramsciana  Argentina

 

 

La scomparsa di Giorgio Baratta è certamente molto grave per gli studi gramsciani e per la “sua” International Gramsci Society, ma chi non l’ha conosciuto di persona non può capire quanto essa sia grave anche per molti di noi, a cominciare dai suoi amici ed allievi. Disse una volta Dossetti che purtroppo nella nostra società era “finita la colla”, cioè quello che deve tenere insieme le persone e le forze, e senza cui una società regredisce a forme ferine; ebbene Giorgio era una “colla” meravigliosa, un compagno che lavorava pazientemente, e però sempre con entusiasmo, a tenere insieme le esperienze, le culture, le diverse forme d’arte, i compagni, e anzi lavorava a inventarsi nuovi nessi e a renderli vitali (questo è stato nell’ultima parte della sua vita il progetto “Terra Gramsci” e il rapporto che egli ideò e costruì con Bahia e il Brasile e con il Venezuela bolivariano).

La rilettura di Gramsci secondo l’ottica degli “studi culturali” che fioriscono nel mondo intero (forse la più originale e duratura lezione di Baratta, che ha improntato di sé tutto il decennale gramsciano del 2007) deriva direttamente, a ben vedere, da un tale approccio, che era ad un tempo personale e politico-culturale.

 Questo rapporto solidale con il mondo intero spiega il sorriso di Giorgio Baratta; un sorriso che non serviva a nascondere le sue sofferenze (che credo siano state profonde), ma sì invece a infondere a chiunque entrava in rapporto con lui coraggio e fiducia in se stessi e apertura verso il mondo. Lo ricordano così i miei studenti di Tor Vergata che hanno assistito ai periodici, entusiasmanti seminari gramsciani che teneva da noi, e lo ricordano di certo così i laureandi e le laureande a cui egli offriva sempre generosamente il suo grande sapere e il suo tempo, e ciò perfino nelle ultime settimane della sua malattia e della sua vita. 

Non sono molti, io credo, i grandi intellettuali marxisti che saranno ricordati per il loro sorriso. Forse solo ora capiamo quanto quel sorriso prefigurasse la gramsciana società in cui gli uomini, “quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo (…) si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi”.

Raul Mordenti

 

 

L'Istituto Gramsci del Friuli Venezia Giulia partecipa con commozione al dolore della famiglia per la morte dell'amico Giorgio Baratta e desidera ricordare i numerosi progetti e iniziative condivisi assieme per tanti anni, determinanti  allo sviluppo degli studi gramsciani degli ultimi decenni.

 

 

 

 

Ho conosciuto Giorgio Baratta circa due anni fa rimanendone affascinato dalla sua inesauribile vitalità e per la passione profusa nei suoi progetti che non potevano non coinvolgere il suo interlocutore ed animarlo della sua stessa passione. Ora è un giorno triste perché abbiamo perso un così alto compagno ed un profondo studioso e conoscitore della cultura gramsciana in tutta la sua poliedricità. Sono vicino alla famiglia e alla International Gramsci Society Italia, nonché al Transito Atlantico.

Lino Fazio

 

 

Sono addolorato. È morto Giorgio Baratta. Un compagno cordiale ed amorevole e, insieme, rigorosissimo. Uno studioso che molto ci ha insegnato con la sua capacità critica. Un organizzatore intellettuale di luoghi che hanno espresso saperi e professionalità. Mi ha aiutato a comprendere a fondo il pensiero di Gramsci.

Giovanni Russo Spena

(da "Liberazione", 22-1-2010)

 

 

 

A nome di tutto il Dipartimento di Scienze umane dell'Università di Urbino "Carlo Bo", da me diretto, porgo le più sentite condoglianze per la perdita di Giorgio Baratta, studioso di elevate doti umane e scientifiche.

Nicola Panichi

 

 

Partecipiamo con profonda commozione al ricordo di Giorgio che avevamo conosciuto ciascuno di noi per suo conto prima di sposarci. Abbiamo perso un amico e un maestro il cui esempio ci accompagnerà durante la vita.

Mara Gasbarrone e

Domenico Jervolino

 

 

Lamentamos, e muito, o desaparecimento de um pensador tão admirável quanto o eminente professor Giorgio Baratta, que tanto engradeceu no século XX e os primórdios do atual a cultura italiana, sobretudo na manutenção acesa da chama de Gramsci. Já tínhamos tomado conhecimento dessa perda lamentável lendo notícia no site virgilio.it. A BOOKLINK, que quase teve a oportunidade de publicar no Brasil o seu livro Leonardo trai noi, soma-se a todos os admiradores e leitores do grande mestre, tão amigo do Brasil, que agora lamentam esse triste acontecimento. Resta, porém,  a certeza consoladora de que a sua obra perdurará e nela ele se manterá vivo. Esperamos que a edição do Leonardo trai noi, no Brasil, esteja à altura da grandeza indiscutível de seu autor, e certamente estará. Agradecemos, penhoradamente, o seu comunicado, cumprimentando-o pelas magníficas palavras com que o senhor soube honrar a memória desse grande homem. Ao mesmo tempo, receba o nosso reiterado muito obrigado pela delicadeza que teve em indicar a Booklink para possível editora dessa obra e pela elegância com que o senhor se houve,  típica de um verdadeiro gentleman, nos episódios alusivos à nossa abordagem desse livro admirável. Somos realmente agradecidos, professor Semeraro, por acreditar no nosso trabalho. Nossos sinceros sentimentos pela perda, além do mestre que tanto admirava, de um amigo cuja amizade o engrandecia e o senhor, com certeza, sempre soube honrar.

Com estima e consideração e sempre ao seu dispor, 

Glauco de Oliveira

Editor

 Bruno Torres Paraiso

Editor Assistente

 

 

Ricordo l'uomo, lo studioso e (gramscianamente) l'organizzatore di cultura.
Mi unisco al dolore di quanti lo hanno conosciuto direttamente e indirettamente tramite i suoi libri e le sue iniziative.

Dario Ragazzini

 

 

Nella sua instancabile attività di studioso, di professore di filosofia all’università di Urbino e di organizzatore di cultura, Giorgio Baratta ha segnato indelebilmente il mondo degli studi gramsciani, come testimonia il compianto unanime che è seguito alla sua morte da parte di studiosi e studiose di tutto il mondo e che si può leggere su questo sito.

Era stato tra i fondatori della Igs Italia, di cui era presidente, ed era stato tra gli ideatori e fondatori del Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani che proprio per volere di Baratta ha stabilito la sua sede nell’Università di Bari.

Prima di morire ha potuto vedere il Dizionario gramsciano1926-37, a cui aveva collaborato con molte voci importanti e che rappresenta il più impegnativo approdo dell’attività congiunta della Igs e del Centro.

Chi lo ha conosciuto lo ricorda con ammirazione, affetto e nostalgia.

A nome degli studiosi e delle studiose del Centro interuniversitario esprimo alla famiglia il più sentito cordoglio.

                                                                                             Il Direttore del Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani

                                                                                                Raffaele Cavalluzzi

                                                                                                         


Notizie tristissime. Avevo parlato due anni fa con Giorgio delle possibilità di tradurre uno dei suoi libri in inglese: spero che potremo trovare un modo di realizzare il progetto, insieme con tutti gli amici di Giorgio nel mondo.

Peter Thomas

 

 

Caro Giorgio,

non me la sono sentita di scriverti, immediatamente dopo avere appreso della tua partenza. Ho ancora viva negli occhi l’immagine di quando lasciasti Bergamo, alla fine del convegno gramsciano che il Circolo Gramsci  aveva organizzato. Un saluto e “Arrivederci Mimmo. Bergamo è una città bellissima. Ci tornerò volentieri. A presto!”.

Parafrasando una lettera di Gramsci alla madre: sarai sempre nel paradiso del mio cuore.

E’ tutto. E ancora, un caro saluto. Infinito.

Giovanni Mimmo Boninelli

 

 

Esprimo tutta la mia sincera e commossa partecipazione al dolore per la morte di un uomo, di un amico e compagno che avevo imparato a conoscere e ad apprezzare nel corso degli ultimi anni. E non avevo e non ho fatto certo un grande sforzo, giacché Giorgio si faceva, direi quasi in maniera immediata e spontanea, voler bene e ammirare per le sue grandi doti di generosità e umanità. L’ho incontrato l’ultima volta l’estate scorsa…Era già visibilmente segnato dalla malattia, ma non aveva perso il segno più caratteristico del suo essere: quel sorriso straordinario che lo faceva ridiventare quasi un fanciullo capace di sgranare gli occhi e ancora meravigliarsi per ciò che si offriva al suo sguardo. Lo presi in giro e gli dissi che il lupo perdeva il pelo etc. etc., giacché aveva sotto il braccio un paio di libri. Ci siamo abbracciati e detto tutto in un attimo silenzioso. Ho fatto in tempo a bloccare un mio libro in uscita con Carocci – che rientrava in un progetto di ricerca, “Immaginare l’Europa”,  al quale lui teneva tanto e per il quale aveva speso tempo, energie, fantasia e professionalità, un progetto che grazie a Giorgio aveva coinvolto la Regione Campania e il mio dipartimento – e a dedicarlo a lui.

Giuseppe Cacciatore

 

 

Un ultimo abbraccio all’amico Giorgio Baratta, Primo Motore Mobile di tante iniziative comuni, come quella che inizia oggi ad Ales nel 119° anniversario della nascita di Antonio Gramsci, di cui, Giorgio,
fino alla fine è stato  suggeritore discreto  e insostituibile collaboratore.

Le amiche e gli amici dell’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci di Ales.

 

 

Siamo tutti addolorati. Giorgio era un compagno magnifico. Per me personalmente, come per molti altri di noi, era un vero maestro di vita. É insostituibile e ci mancherà per sempre.

Derek  Boothman

 

 

L’entusiasmo  di una progettualità infinita, lezione preziosa per tanti (me compresa) che diventano talvolta preda di uno sconforto unicamente “destruens”. L’ottimismo della volontà. Un candore speciale che lo rendeva quasi “venerabile”, come chi è depositario di una saggezza di questo tempo e di mille tempi, eppure gli donava la semplicità tipica dell’infanzia. Queste e tante altre caratteristiche ancora associo alla figura di Giorgio Baratta…
Ricordo l’ “agilità” e l’incredibile umiltà con cui riusciva a dischiudere come dall’interno l’universo gramsciano: non solo analizzava finemente Gramsci, ma sapeva raccontarlo. A qualunque tipo di uditorio.
Tra le rose e i quaderni.

Jole Silvia Imbornone

 

 

Quando un amico come il caro Giorgio non è più con noi, un grande vuoto rimane. Eppure lo rivedo ancora sorridente, non vuol essere chiamato Professore, perché il suo nome per tutti è soltanto Giorgio. I suoi occhi allegri sono sempre accesi di luce e semplicità, la sua allegria nasce proprio dalle cose semplici, come pure dalla musica, da una bella chiacchierata tra amici, durante i pomeriggi romani assolati, dallo studio insieme complesso e impegnato, dal lavoro svolto sempre insieme con grande serietà. La sua vicinanza intellettiva vuol dire anche legame affettivo di un padre affettuoso per ogni cosa, senza mai guardare noi altri dall’alto della sua grande levatura morale e culturale, impegno e creatività sono un binomio inscindibile, sorprende con quanta semplicità e serenità espone argomenti filosofici complessi. Con lui comprendere Gramsci è semplice, non serve ricorrere a strane astrazioni, con lui la comprensione del pensiero di un filosofo conduce alla verità. Non occorre altro, perciò Giorgio è tanto creativo, per questo ama tanto la musica che è per lui un modo semplice di esprimere un sentimento, perché per Giorgio la musica nasce dal cuore e ritorna al cuore molto velocemente, come in una grande sinfonia, fatta di grandi emozioni.

Caro Giorgio tempo fa, regalandomi uno dei tuoi libri per il quale avevamo lavorato insieme, mi hai detto: «Un quaderno per una rosa», io sono rimasta una rosa e tu rimarrai il nostro quaderno su cui tutti noi scriveremo il nostro affetto per te. Un’altra volta mi hai detto anche: «Sandra in contrappunto con me e con Gramsci», io resterò per sempre in contrappunto con te, stai pur sicuro caro Giorgio. Come posso dimenticare il  sorriso e la serietà intellettuale di un caro amico, che sembra un vero padre affettuoso?

Ti abbraccio forte per sempre. Sandra Dugo.

 


Cari amici,

la notizia della morte di Giorgio Baratta, che mi addolora profondamente, mi arriva a non più di una ventina di giorni dalla nostra ultima conversazione telefonica. Affettuoso come sempre, Giorgio mi invitava in quell'occasione a partecipare ad un volume a più voci, che stava progettando con entusiasmo e convinzione. Ha affrontato con coraggio anche questo impegno, ne sono certo, facendo sua quella massima che Gramsci, nei Quaderni, attribuisce alla “saggezza degli Zulu”: “Meglio avanzare e morire che fermarsi e morire”.
Lo ricorderò così: un amico sincero e leale, un intellettuale integralmente gramsciano, un infaticabile organizzatore di cultura.

Gianni Francioni

 

 

Gli integranti del Circulo Bolivariano “Antonio Gramsci”

si uniscono al dolore e alla tristezza che ci colpisce per la perdita del compagno

 GIORGIO BARATTA,

 instancabile lottatore, faro e guida di tutti quelli che hanno potuto condividere la sua fruttifera vita di studi, di esperienze e ideali.

Seguendo il suo esempio di lotta e persistenza ideologica, vogliamo far giungere ai suoi familiari, amici e a tutti i compagni che lo frequentarono durante la sua  vita i nostri ricordi e sentimenti di stima e apprezzamento.

Giorgio continuerà vivo nelle lotte di ogni giorno fino alla vittoria finale!!!

 Revolucionariamente,

Gli integranti del Circulo Bolivariano “Antonio Gramsci”

 

 

Il suo Gramsci in contrappunto non lo condivisi del tutto ma rimasi ammirato per l'elegante creatività che esprimeva quasi lungo tutto il testo. Lo ammirai, e forse al solo scopo di consolarmi pensai che non io ma l'intera mia generazione non potesse scrivere così.

Emiliano Brancaccio

 

 

Il lavoro e l’energia di Giorgio sono state sentite anche in Canada, in tutto
il mondo.  Sono felice ed onorato d’averlo conosciuto.  Lui è
un'ispirazione. 
Giorgio, ci mancherai

Peter Ives

 

 

Un mondo impoverito con la scomparsa di Giorgio.

Carmel Borg

 

 

Quanto mi dispiace sentire della nostra perdita del carissimo Giorgio.  He was a real human being - e non è poco. La notizia mi rende tristissima.

Anne Sassoon

 

 

Scrivo col magone dagli Stati Uniti dopo aver letto il messaggio sulla scomparsa di Giorgio. In questi attimi rivivo i bei ricordi che ho di lui e mi sento fortunato di averlo conosciuto. Ammiravo in lui il suo giovane entusiasmo, la forza di volontà, la sua energia creativa, la voglia di comunicare con generosità, il suo sincero amore per Gramsci e l'instancabile impegno per rimetterlo in gioco in Italia, oltreoceano e nella sua terra sarda, gli interessi filosofici e la passione per la musica e i tanti linguaggi che abitano il mondo, lo sforzo di pensare e ripensare in maniera mondana, libera e aperta, "contrappuntistica" -- Giorgio, forse, avrebbe detto così. Gli bastava poco per capire e innamorarsi delle "cose subalterne." Era sempre attento, positivo e criticamente stimolante: una fonte di pensiero dialogico ricco di aperture. Pensando a lui mi tornano in mente le parole che Gramsci aveva scritto nella memorabile lettera alla madre. L'animo sensibile di Giorgio, penso, se ne sarebbe commosso: "...ogni nostra azione si trasmette negli altri secondo il suo valore, di bene o di male, passa di padre in figlio, da una generazione all'altra in un movimento perpetuo..."

 Giorgio, ci mancherai.

 Stefano Selenu

 

 

Una grave perdita. Ho comunicato spesso con lui tramite e mail dopo che ho avuto il piacere di incontralo prima a Napoli nel 1997 e tre anni fa a Roma per il convegno su Gramsci del quale è appena uscito il libro con la sua prefazione. Oltre ad essere un grande studioso, scrittore e animatore del movimento gramsciano era un gran gentiluomo. Ci mancherà.

Peter Mayo

 

 

Con mucho pesar me entero de la noticia del fallecimiento del Profesor Giorgio Baratta, persona que tuve el gusto de conocer hace pocos años, apenas recientemente. Lo extraordinario de la energía humana e intelectual del Prof. Baratta, inunda el sentimiento de cualquier ser humano que lo haya conocido. Son estas personas las que trascienden la vida física que nos toca vivir. Allí se encuentra su obra, su legado intelectual, ligado a una pasión por superar cualquier obstáculo o inconveniente. El Profesor Baratta fue capaz de comunicar un sentido positivo a la existencia, siempre era posible hacer lo que se planteaba como proyecto. Así lo conocí recorriendo los lugares de la Cerdeña, la de Antonio Gramsci, o en las aulas universitarias de varias universidades italianas, o en coloquios de gente del pueblo esperanzados por un futuro mejor. Profesor Giorgio Baratta, Ud., no se ha ido, simplemente tendrá un descanso breve en esa batalla por hacer que la vida sea más justa y libre. Paz a sus restos, hasta siempre querido homónimo, ser de otro planeta e infatigable en sus propósitos de hacer bien…

Jorge Giordani

 

 

A Giorgio Baratta

 Lo era, ma adesso è diventato ancora più visibile: uno “spirito” universale che appartiene a tutti, a coloro che lottano per riscattare e “unificare il genere umano”. Un comunista, cioè. Un interlocutore senza frontiere e senza pregiudizi. Un tessitore instancabile di un progetto di società che scombina l’ordine delle cose e rivoluziona il “senso comune”. Un “visionario” che fa intravedere che è possibile un altro mondo, in mezzo alla caligine. Perché, aveva capito e vissuto Gramsci come i grandi poeti, ha navigato le profondità della sua anima, fino a immedesimarsi con essa.

Proseguiremo, adesso, con una luce in più.

“Für ewig”, maestro e compagno 

Giovanni Semeraro

 

 

Giorgio querido,

sarebbe bello riuscire a sorridere anche adesso, adesso che ci chiediamo come andare avanti senza i tuoi “abbaci”, senza il tuo sorriso di bambino, senza la tua mitezza e la forza gioiosa della tua immaginazione. Bambino era il tuo Gramsci, e per questo in grado di parlare a tutti, di dialogare con tutti.

Per me la tua amicizia è stata un dono: mi hai scritto una volta che la verità è concreta, mentre noi giovani  amiamo troppo le astrazioni. La verità è concreta come i mondi che mi hai insegnato a immaginare, che abbiamo immaginato tutti insieme.

Scusami se ora non riesco a sorridere, ma ti prometto che proverò a farlo.

Grazie davvero, e  un abbacio di cuore,

                                                       eleonora forenza

 

 

Le compagne e i compagni del Dipartimento Conoscenza del PRC ricordano con affetto e stima

Giorgio Baratta

sorridente compagno, appassionato studioso di Gramsci,  capace di costruire dialoghi e contrappunti tra terre e culture apparentemente lontane, di immaginare un altro mondo possibile.

 

 

Sia personalmente che a nome di tutto il partito della Rifondazione comunista mi associo al lutto profondo che ha colpito la cultura e la sinistra italiana per la scomparsa dello studioso Giorgio Baratta. Presidente e tra i fondatori della International Gramsci Society, Baratta è stato tra i massimi studiosi di Gramsci ed ha contribuito alla fortuna e alla riscoperta del suo pensiero, in Italia e nel mondo, stimolando e rinnovando gli studi su Gramsci e sul gramscismo. Personalità poliedrica e di grande cultura, i cui interessi spaziavano dalla musica al cinema, la figura e il pensiero di Giorgio Baratta ci mancheranno molto.

Paolo Ferrero

(da "Liberazione", 21-1-2010)

 


Sono profondamente prostrato e dispiaciuto a dir poco da questa tristissima e ferale notizia, in quanto da lui premiato  all'ultima edizione del Premio Gramsci…Mi  viene da piangere per una dipartita così improvvisa. Caro Giorgio, rimarrai per sempre nel mio ricordo affettuoso.

Michele Marseglia

 

 

Giorgio, oltre che essere Presidente di Terra Gramsci e della I.G.S. Italia, era per noi un amico e un maestro: ha contribuito in modo significativo e determinante alla diffusione del pensiero gramsciano nel mondo della globalizzazione, ha diffuso ovunque un "ottimismo della volontà"  anche combattendo

contro la sua malattia. Appena 5 giorni fa gli annunciai la convocazione del Direttivo di Terra Gramsci e la nostra volontà di realizzare un convegno sulla scuola e la cultura, promosso da Terra Gramsci e fu contento e persino entusiasta della iniziativa. Spetterà a noi continuare e realizzare il lavoro che abbiamo programmato sotto il suo stimolo e la sua ispirazione.Alla moglie Gisela, ai figli Vladimiro e Martina, alla nipotina Silvia va un nostro affettuoso abbraccio.

Francesco Carta

 

 

Giorgio querido era amico della vita.

L’ho visto togliersi la giacca a L’Havana, per darla a un ragazzo povero.

L’ho sentito leggere Brecht, era vivo di politica e poesia.

L’ho visto giocare con mia figlia, conosceva la sua lingua segreta.

L’ho visto ridere a Ghilarza, piangere a Turi

E anche piangere a Ghilarza e ridere a Turi.

L’ho visto sentire l’oboe, io udivo soltanto.

L’ho visto costruire castelli di carta, forti come bastioni.

L’ho visto guardare lontano, era vicinissimo. 

L’ho visto parlare, con la mente e il cuore, e chiedere dare abbracciare.

L’ho visto partire tornare riandare in avanti, e tendermi la mano.

L’ho visto. Ho saputo vederlo?

Non so, ma Giorgio l’ho visto così.

                                                                                         Lea Durante

 

 

Carissimo Giorgio,

immagino che te ne sia andato col sorriso sulle labbra, con lo sguardo buono e al contempo indagatore, di chi sapeva porre le grandi e pesanti questioni del nostro tempo con leggerezza e delicata autoironia, di chi era serissimo nell'apparente scherzosità e nel gusto della facezia, con una mente sempre aperta a decifrare il mondo grande e terribile, con passione e ragione critica. Nell'idea che la cultura è cosa viva e vive tra le persone in carne e ossa, sei stato l'iniziatore e promotore instancabile e creativo di imprese che sembravano a prima vista, al senso comune di intellettuali intorpiditi, impossibili e velleitarie scalate al cielo, e che, avviate con "spirito garibaldino", come tu dicevi,  prendevano poi forma e corpo e vivevano e si sviluppavano, come è stato per l'IGS, i cui inizi, a fine anni '80, hai voluto ricordare quando ci siamo sentiti a lungo per telefono appena qualche giorno fa, per gli auguri di buon anno, e mi parlavi di prossime iniziative in Sardegna. Ci hai insegnato a concepire cultura e vita nella totalità delle loro espressioni, dove il pensiero è anche ritmo e musica e visione, con Gramsci e Leonardo, Brecht e Vermeer...

 Ti saluto, maestro, amico, compagno

 

Andrea Catone

 

 

 Cari amici, compagni e colleghi, ho saputo che Giorgio non c'è più. Sono sicuro che renderete omaggio alla memoria di questo grande umanista e pensatore, oltre che nostro carissimo amico. Abbracciate, per favore, la vedova e i figli da parte mia e dite loro che la vera amicizia va oltre la morte!

Antonio Gramsci junior

 

 

Anche se giunta non del tutto inattesa (sapevo del male contro il quale egli con sereno coraggio combatteva), la notizia della morte di Giorgio Baratta suscita in me un sentimento acuto di sconcerto, tristezza e rimpianto. Ho conosciuto quasi mezzo secolo fa il collega, amico e compagno scomparso, e nel corso di questo lungo periodo di tempo, che con le sue svolte e i suoi mutamenti repentini, con le delusioni che ha suscitato e con le scelte che ha imposto, ha spesso provocato lacerazioni anche inaspettate, non ho mai litigato con Giorgio. Anche in occasione delle discussioni più accese egli sapeva disinnescare la tensione. Lo voglio ricordare anche per questa sua dote umana oltre che per la sua inesausta curiosità intellettuale e la sua coerente battaglia politica, vissuta con quella carica simpatetica per le classi e i popoli oppressi, che Gramsci (l’autore da Giorgio Baratta particolarmente amato) considerava la caratteristica essenziale di un intellettuale autenticamente progressista e rivoluzionario

Domenico Losurdo

 

Mi aggiungo insieme ai colleghi del Dipartimento di Studi Storico Politico Internazionali della Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari, al cordoglio e alla costernazione per la scomparsa del caro Giorgio.

Patrizia Manduchi

 

Mi è venuta in mente una lettera...

" (…)Mi dispiace e mi addolora molto che G. sia morto; la nostra amicizia era molto più grande e intensa di quanto tu non abbia potuto avere occasione di accorgerti (…). Era un uomo raro, ti assicuro, sebbene negli ultimi anni fosse molto cambiato e deperito incredibilmente. (…) E tuttavia era di una sensibilità sentimentale incredibile, che giungeva fino ad accenni melodrammatici, che però erano sinceri, non di posa. Sapeva a memoria una grande quantità di versi (…) e gli piaceva recitarli, sebbene diventasse rosso come un bambino sorpreso in fallo, ogni volta che io mi infilavo nel pubblico per ascoltarlo. Questo ricordo è il tratto più vivo del suo carattere che mi ritorna insistente: quest'uomo gigantesco che declama con passione sincera dei versi (…) che esprimono passioni elementari robuste e impetuose e che si interrompe e arrossisce quando è ascoltato da un «intellettuale» anche se amico. Ti abbraccio. Antonio"

Piero Zucaro

 

 

Mi unisco agli amici ed ai colleghi della IGS Australia per esprimere la mia tristezza personale e per inviare le condoglianze nostre alla famiglia Baratta.

In questo mondo "grande e terribile" , Giorgio ha saputo viaggiare e guardare al di la della orizzonti tradizionali di altri studiosi di Gramsci,  scoprendo le tradizioni anglosassoni dei Cultural Studies, appena note al pubblico italiano, arricchendo così enormemente il dibattito intorno alla attualità di Gramsci. Ha portato una visione tenera e comprensiva che ci mancava prima sul nostro Gramsci, rievocandone la figura di carne ed ossa , radicata nelle sue terre sarde. Addio, Giorgio.

 Alastair Davidson 

 


Con animo rattristato dal non aver avuto la possibilità di un estremo saluto, ho appreso la notizia della scomparsa di Giorgio. Viene a mancare un uomo buono.


                              Antonino Infranca

 

 

Partecipo con dolore alla (per me) inattesa perdita di Giorgio Baratta. 

 Alberto Postigliola

 

 

Sono stato collega di Giorgio nell'Istituto di Filosofia dell'Università di Urbino. Lo ricordo come una delle persone più umane che abbia mai conosciuto. Inoltre mite, ingenuo (io la ritengo una qualità affatto positiva) indifeso.

Francesco Paolo Colucci

 

 

Mi sarà difficile venire a dare l'ultimo saluto a Giorgio dalla California, però ci sarò con il mio cuore e saluterò Giorgio con tutti voi.

Renate Holub

 

 

È con immensa tristezza che apprendo della morte del mio carissimo amico Giorgio.  Con lui ho discusso non solo su Gramsci e su tante altre cose, ma soprattutto sulla cultura brasiliana, particolarmente sulla nostra musica, che lui amava e conosceva molto bene.  Ci mancheranno le sue coraggiose iniziative culturali e, soprattutto, la sua amorevole presenza.  Ma ci resteranno le sue idee, il suo esempio intellettuale e morale, così come lo stimolo per dare proseguimento a tutto quello che lui ha ideato.  

Carlos Nelson Coutinho

 

 

Mi dispiace sinceramente della morte di Giorgio Baratta.
Vive condoglianze ai suoi familiari e amici più cari.

Nicola Siciliani de Cumis

 

 

Apprendendo ora della morte di Giorgio Baratta, ne sono sinceramente addolorato. Ho il ricordo di lui come di una persona aperta, disponibile, entusiasta. E' stato sempre un piacere collaborare con lui e con 'Immaginare l'Europa'. Mi dispiace.
Porgo le mie condoglianze ai suoi familiari.

Maurizio Iacono

 

 

Giorgio è stato un maestro e un innovatore, amava cercare vie nuove nell’analisi dei testi gramsciani, dei filosofi e degli artisti di cui si è occupato. Il suo entusiasmo era così pieno di quello che Shakespeare chiamava “warm youthful blood”, il sangue caldo della giovinezza. Ed è qualcosa che la sua scomparsa non potrà mai cancellare.

Yuri Brunello

 

 

Mi dispiace molto ricevere la triste notizia della morte di Giorgio. Il mio cordoglio ai famigliari e a tutti gli amici della IGS italiana. Una vera  perdita.

 Donald Sassoon

 

 

Addio caro Giorgio. È stato un onore conoscerti e collaborare con te. Mi mancherà la tua straordinaria, trascinante capacità di progettazione, ma, ancor di più,  la tua affettuosa carica umana, la tua capacità di offrire senza riserve  attenzione e amicizia profonde. Con grande tristezza mi associo al dolore dei familiari e di tutti coloro che in questo momento piangono la morte di un amico insostituibile.

Marina Paladini

 

 

Noi tutti della Fondazione Istituto Gramsci siamo davvero molto dispiaciuti per la morte di Giorgio e siamo vicini in questo tristissimo momento alla sua famiglia e a tutti i compagni e amici della Igs.

Arianna Pizzi

 

 

La scomparsa dolorosa e acerba di Giorgio interrompe una eccezionale collaborazione nel promuovere gli studi gramsciani cominciata più di 25 anni fa. È una perdita incolmabile anche per la Fondazione Istituto Gramsci e per me che ho condiviso così a lungo l’”aroma” della sua intelligenza e della sua amicizia.

Giuseppe Vacca

 

 

Abbiamo perso una persona meravigliosa: un uomo di grande cuore, di grande passionalità, di grande generosità - nell'impegno intellettuale, nello sforzo fisico materiale per dare concretezza a quell'impegno -, di grande creatività, di grande determinazione, di un ottimismo contagioso, di un'umanità sconfinata. Credo che come me tanti altri ricorderanno un uomo sorridente e generoso, un intellettuale importante e creativo, un compagno che ha dedicato la sua vita  un compagno che la sua vita ha dedicato a combattere la reazione fascista, Antonio Gramsci. Grandi uomini che hanno legato la loro esistenza all'edificazione di un mondo migliore, di una società più giusta. Per questo io ricorderò Giorgio Baratta. Un grande uomo in un mondo altrettanto grande e terribile, e che tuttavia a questo mondo non ha mai smesso di sorridere.

Manuela Ausilio

 

 

È una bruttissima notizia. Il suo entusiasmo e la sua vitalità erano davvero straordinari. Le mie più sentite condoglianze alla famiglia.

Emanuele Gerratana

 

 

Partecipo con profondo rammarico al dolore comune - di familiari, amici e compagni - per la morte di Giorgio Baratta, studioso di fama  internazionale e che ha affrontato in modo originale e con grande passione campi tanto diversi della ricerca teorica e umanistica, e mi associo al compianto generale.

Gian Mario Bravo

 

 

Un ultimo saluto all'amico Giorgio, appassionato studioso di Gramsci e della cultura delle classi subalterne, ricordando le tante chiacchierate qui ad Urbino.

Stefano Azzarà

 

In ricordo di Giorgio, il mio affetto con tutta l'energia del nostro Transito Atlantico.

Roberto Francavilla

 

 

Sono veramente desolato per la scomparsa di Giorgio. Veramente di "multiforme ingegno" e così appassionato nelle sue attività. E, soprattutto, così sensibile al pensiero di Gramsci e alla storia dei "subalterni", nell'auspicio che potessero un giorno non esserlo più. 

 Antonio Di Meo

 

 

Conoscevo Giorgio da molto e mi sentivo legato a lui da un intreccio di fili profondi. Nel dolore per la sua morte sono consapevole di quanto possano abitare in superficie le parole pronunciate in questa occasione,trattandosi di un intellettuale e di un uomo instancabile e dinamico come lui. Utilizzerei il neologismo che usò la Rossanda nell'indimenticabile necrologio di Sartre: Giorgio si "sdava". A volte dissipare è segno di grandezza.  

Beppe Giacalone

 

 

Vorrei trasmettere ai famigliari di Giorgio Baratta i sensi della mia vicinanza e commossa partecipazione.

Paolo Ciofi

 

 

Vorrei esprimere la mia vicinanza al dolore dei famigliari e di quanti piangono la scomparsa di Giorgio Baratta. Figura centrale negli studi gramsciani internazionali, e in Italia  capace di costruire ponti fra tante discipline diverse, Baratta era in grado anche a distanza e solo con una telefonata di comunicare entusiasmo e incoraggiamento.  Fu  grazie alla sensibilità che emergeva dalle pagine  del suo Le rose e i quaderni che decidemmo di avviare un seminario di antropologia gramsciana alla Università di Perugia. Non lo dimenticheremo.

Giovanni Pizza

 

 

Mi dispiace. Anche se non lo conoscevo direttamente, credo di averlo conosciuto attraverso la lettura dei suoi scritti.

 Nino Laganà 

 

 

Sono desolato, sembra impossibile che quella generosa vitalità si sia spenta. Mancherà a tutti noi quel sorriso, quella levità nel porgere concetti e idee difficili senza paludamenti accademici, arrivando dritto all'anima. Arte e filosofia genialmente coniugate.

Abdon Alinovi

 

 

Aldo Tortorella partecipa al dolore dei famigliari e degli amici e compagni della IGS per la scomparsa di Giorgio Baratta, protagonista e animatore degli studi gramsciani in Italia e nel mondo.

Aldo Tortorella

 

 

Apprendo con sgomento, oltre che grande dispiacere, la triste notizia; era diverso tempo che non lo vedevo e ignoravo che fosse malato. Mi unisco al cordoglio di tutti gli amici dell’IGS.

Giuseppe Cospito

 

 

La Fondazione Istituto Gramsci Piemontese partecipa al dolore e prega di far pervenire alla famiglia le più sentite condoglianze.

Il presidente Gian Luigi Vaccarino e il direttore Sergio Scamuzzi

 

 

É davvero una notizia tremenda. Giorgio era sempre disponibile e acuto. L'ultima volta che ci siamo incontrati in un convegno ci siamo messi a parlare di America Latina a lungo.

Aldo Garzia

 

 

Mi dispiace davvero moltissimo. Dopo Stefano Miccolis, è un altro amico, un altro studioso e soprattutto un'altra gran brava persona che ci lascia. Che tristezza!

Alberto Burgio

 

 

Ho appreso con profonda tristezza la notizia della scomparsa del compagno Giorgio Baratta. Mi ricordo, come se fosse ieri, la sua tolleranza e la sua intelligenza penetrante durante il mio soggiorno a Rio de Janeiro (2001) e poi a Cagliari, Ghilarza e Ales (2007). Questo ricordo rimarrà in me per sempre. Con profonda commozione partecipo all’ immenso dolore della famiglia, della moglie, dei figli per la perdita di Giorgio.

Koichi Ohara, IGS-Giappone