Gramsci a Brescia
Luca Mirabelli
Quattro istituzioni bresciane – la Fondazione Micheletti,
la Fondazione Piccini, la Fondazione Trebeschi e l’Archivio Storico della Camera del lavoro –,
“spronate” e coordinate da Dino Greco, hanno unito le loro forze per dare vita a una
serie di iniziative gramsciane nei mesi di febbraio e
marzo 2008. Oltre alla presentazione degli ultimi volumi di Giovanni Boninelli e di Cesare Bermani (il
27 febbraio), Alberto Burgio (il 14 marzo) e Angelo d’Orsi
(il 27 marzo), e a un incontro pubblico con Francisco
Hidalgo Flor, Aldo Tortorella
e Nicola Tranfaglia su “Antonio Gramsci:
una fonte inesausta di ispirazione per lo sviluppo della democrazia, della
giustizia e della libertà” (il 6 marzo), l’iniziativa si è articolata in un seminario
di due giorni, diviso in due sessioni, una dedicata all’Ordine Nuovo, alla
stagione dei Consigli di fabbrica e al pensiero dei Quaderni e l’altra a Gramsci fuori i
confini dell’Italia, e in particolare in America latina, svoltesi il 3 e il 4
marzo alla presenza di un pubblico attento ed estremamente motivato.
Nella prima
sessione, che ha avuto luogo presso la Fondazione Micheletti,
Angelo d’Orsi ha introdotto la tematica del Gramsci torinese, della formazione culturale del giovane
socialista e soprattutto della costituzione del gruppo ordinovista,
delle sue peculiarità e caratteristiche, della dialettica interna fra i suoi
membri, del ruolo dell’“operaio cosciente”; mentre Alberto Burgio
si è soffermato sul rapporto tra la tematica ordinovista
e le questioni raggruppate nei Quaderni soprattutto
soprattutto nell’insieme di note di Americanismo e fordismo. In particolare è
stato dibattuto il tema del rapporto tra Gramsci e il
taylorismo e il suo presunto “produttivismo” (tema sul
quale sono intervenuti tra gli altri Luciano Fausti, Dino
Greco e Guido Liguori). Non sono mancati anche i riferimeti al “secondo biennio rosso” 1968-69, agli aspetti
di continuità e discontinuità con gli anni 1919-20.
La seconda
sessione, svoltasi presso la Fondazione Guido Piccini a Calvagese,
è stata introdotta dallo stesso Liguori, che ha
parlato della diffusione attuale del pensiero di Gramsci nel mondo, con particolare riferimento da una parte
al mondo anglofono (gli studi culturali, la scuola di
Calcutta, gli studi post-coloniali) e dall’altra al Brasile. L’ecuadoregno Francisco Hidalgo Flor
si è soffermato sulla storia della diffusione di Gramsci
e del pensiero gramsciano in America latina, sottolineando l’uso politico di alcune categorie gramsciane nella ricerca e nel dibattito pubblico
contemporaneo di quei paesi.