- 1937-2007 GRAMSCI NEL SUO TEMPO, GRAMSCI NEL NOSTRO TEMPO
    UNIVERSITA' DELLA CALABRIA 9 MAGGIO 2007
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 - III CONVEGNO INTERNAZIONALE DELLA IGS
      SARDEGNA 2-5 MAGGIO 2007
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    Associazione Casa dei Popoli, Molfetta
    IV edizione  di Senza memoria non c'è futuro
 - Gramsci, il pensiero lucido
  
L'uomo, le idee, la storia a 70 anni dalla morte
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-  Speciale Rassegna stampa del 24/07/07 sulla scomparsa di Giuliano Gramsci

a cura di Alessandro Errico

- Dal 26 al 28 ottobre ciclo di incontri organizzati da Terra Gramsci

Scarica .pdf  Scuola Itinerante per un Nuovo Senso Comune

Archivio notizie Terra Gramsci

- Il 29 e il 30 ottobre 2007 a Bari convegno internazionale di studi organizzato dal Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani e dall'International Gramsci Society - Italia, dal titolo "Antonio Gramsci: tra passato e presente".
Scarica la locandina del convegno.

-  L'8 dicembre in programma ad Amsterdam il convegno
Antonio Gramsci 
today
70 years after Gramsci’s death,
the legacy and relevance of his thought today

organizzato dall' International Institute for Research and Education (IIRE)
in collaborazione con l'
Italiaans Cultureel Instituut di Amsterdam
 

Leggi il programma in questo sito
Scarica il pdf completo dell'evento

- In un agguato ad Orgosolo, il 29 dicembre 2007 è stato ucciso a colpi di pistola Peppino Marotto, 82 anni, sindacalista della Cgil, militante del Pci prima e dei Ds poi, poeta e scrittore e componente del coro a tenores Supramonte di Orgosolo. Erano le 10:30 quando Marotto, che si stava apprestando a raggiungere l'edicola, come ogni mattina, è stato freddato da sei colpi di pistola nella strada che conduce alla Chiesa Parrocchiale, vicino al luogo in cui nove anni fa fu ucciso l'allora vice parroco don Graziano Muntoni, altro delitto irrisolto che sconvolse la comunità barbaricina.
Fra le sue opere più importanti ci ricordano "Su pianeta 'e Supramonte"(1996), "Testimonianze poetiche in onore di Emilio Lussu" (1983), "Cantones Politicas Sardas" (1978). Al III convegno della IGS, aveva stupito e commosso il pubblico intonando il suo Cantu pro Gramsci.


Il testo del Cantu

Il Cantu pro Gramsci al III convegno della IGS
Articolo di Giorgio Baratta (da "Liberazione", 3 gennaio 2008)

- In occasione della pubblicazione di Antonio Gramsci in contrappunto di Giorgio Baratta (Carocci Editore),
lunedì 3 marzo 2008 è stata organizzata presso la Casa del Cinema a Roma una serata gramsciana intitolata
Antonio Gramsci in contrappunto - cinema, musica, pensiero

Ore 19: Gramsci come cinema
- Dario Fo e Eric Hobsbawm in New York e il mistero di Napoli. Viaggio nel mondo di Gramsci
videosaggio di Giorgio Baratta
dedicato a Gianni Amico
- Pietro Folena e Pasquale Scimeca in dialogo con l'autore.
Ore 20:30: pausa
Ore 21: Gramsci come musica ("la rosa è viva")
Voce re-citante: Clara Murtas
Trombone: Giancarlo Schiaffini
Contrabbasso: Adriano Orrù
Prologo di Giorgio Baratta
Testi di Antonio Gramsci
Immagini di Tina Modotti
A cura di Massimiliano Bomba

Scarica il .
pdf 

- E’ deceduta sabato 15 marzo Augusta Miscali, presidente di Casa Museo Gramsci di Ghilarza e socia fondatrice della relativa Associazione, già Preside del Liceo Scientifico di Ghilarza ed esemplare educatrice.

Proprio in qualità di presidente dell’Associazione Casa Museo di Antonio Gramsci di Ghilarza, al III convegno della International Gramsci Society aveva introdotto con i suoi saluti la seconda sessione del 4 maggio 2007 presso la Torre Aragonese di Ghilarza.

 
Il ricordo di Giorgio Baratta

- Venerdì 14 marzo 2008 ore 17
Sala del Cenacolo
Camera dei Deputati, Vicolo Valdina, 3/a, Roma

International Gramsci Society - Italia
e Carocci editore
presentano


Antonio Gramsci in contrappunto
di Giorgio Baratta

Pietro Folena
Fabio Frosini
Clara Gallini
Giuseppe Vacca

in dialogo con l'autore.

carica il
.pdf dell'evento

e quello di presentazione del volume

- Roma, 2 - 3 aprile 


          2 aprile, ore 16:30


Sala La Sacrestia
Camera
dei Deputati, vicolo Valdina 3/A


 International Gramsci Society - Italia
 Fondazione Istituto Gramsci

 Terra Gramsci
 Istituto Gramsci dell'Emilia Romagna
 Transito Atlantico, network euro-americo-latino

    in collaborazione con

 Universidad bolivariana de Venezuela
 Ambasciata della Repubblica bolivariana del Venezuela

presentano
Contrappunto con Gramsci
Europa Americhe Mondo


Gian Mario Anselmi, Università di Bologna
Giorgio Baratta, presidente International Gramsci Society-Italia
Alberto Burgio, Università di Bologna
Pietro Folena, presidente Commissione Cultura Camera dei Deputati
Guido Liguori, Università di Cosenza
Giuseppe Vacca, presidente Fondazione Istituto Gramsci

in dialogo con

Luis Damiani, prorettore della Universidad Bolivariana de Venezuela
Jorge Giordani, presidente del Comitato d’amicizia Italia-Venezuela 
Stefano Angelini, responsabile del progetto "Gramsci e il Venezuela"

3 aprile, ore 11

Università "La Sapienza"

Facoltà di Scienze della Comunicazione

Via Salaria, 113

International Gramsci Society-Italia
Università "La Sapienza"
Facoltà di Scienze della Comunicazione
Terra Gramsci
Transito atlantico, network euro-americo-latino

presentano

Gramsci e il Venezuela

nel mondo grande e terribile

 

Saluto di Mario Morcellini, preside della Facoltà

Giorgio Baratta, presidente International Gramsci Society - Italia
Günter Bechtle, Univesità "La Sapienza"
Marianna Colacicco, Transito atlantico
Gianni Ferrara, professore emerito Università "La Sapienza"
Enrico Pugliese, direttore Istituto di Ricerca C.N.R.

in dialogo con

Luis Damiani, prorettore della Universidad Bolivariana de Venezuela
Jorge Giordani, presidente del Comitato d’amicizia Italia-Venezuela 
Stefano Angelini, responsabile del progetto "Gramsci e il Venezuela"

 
Scarica la locandina delle due iniziative

- Ghilarza-Orgosolo, 4-5 aprile

International Gramsci Society-Italia
Terra Gramsci
 
Casa museo Gramsci di Ghilarza

Comune di Orgosolo

Transito Atlantico

in collaborazione con

Universiad Bolivariana de Venezuela
Ambasciata della Repubblica bolivariana del Venezuela

presentano


Ghilarza -  casa museo Gramsci

4 aprile, ore 18

"Benevenuto" agli amici venezuelani

Comune di Orgosolo

Auditorium Comunale

5 aprile, ore 17

VIAGGIO NEL MONDO DI GRAMSCI
da Ghilarza a Caracas

proiezione del video saggio "New York e il mistero di Napoli" di Giorgio Baratta e Dario Fo

 
commentato da

Giulio Angioni, Università di Cagliari
Antonio Deias, Istituto
Superiore Regionale Etnografico
Paolo Piquereddu, direttore dell'
Istituto Superiore Regionale Etnografico
Luisa Muravera, assessore alla cultura Comune di Orgosolo

 

in dialogo con

Jorge Giordani, presidente del Comitato d’amicizia Italia-Venezuela
Luis Damiani, prorettore della Universidad Bolivariana
Stefano Angelini, responsabile del progetto "Gramsci e il Venezuela"

Coordina Giorgio Baratta, Presidente di Terra Gramsci
Presiede
Francesco Meloni, Sindaco di Orgosolo

 Ore 21

Cantu pro Gramsci

con la partecipazione di
Clara Murtas, Canto a tenore "Supramonte"

Scarica la locandina dell'evento


- Napoli, 7-8 aprile

7 aprile ore 17.30

Rettorato Università “L’Orientale”

via Chiatamone 61

presentazione del network euro-americo-latino e del sito web

TRANSITO ATLANTICO

rete di azioni e cooperazioni
società della conoscenza            
umanesimo della convivenza

con la partecipazione di

Pasquale Ciriello, rettore dell’Università “L’Orientale”
Giorgio Baratta, presidente di “Transito Atlantico”
Paolo Bartolani, segretario generale di “Transito Atlantico”
Biagio De Giovanni, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
Amedeo Di Maio, Università “L’Orientale”
Lea Durante, Centro Interuniversitario per gli Studi Gramsciani

 ospiti

Luis Damiani, prorettore della Universidad Bolivariana
Jorge Giordani, presidente del Comitato d’amicizia Italia-Venezuela
Stefano Angelini, responsabile del progetto “Nuestra América: Gramsci a Buenos Aires, Caracas, Rio”
 

Università di Napoli "L'Orientale"

Università "Federico II", Centro di Alta Formazione

Istituto Italiano per gli Studi filosofici

International Gramsci Society - Italia

Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani

Fondazione Premio Napoli

 

in collaborazione con

Universidad bolivariana de Venezuela
Ambasciata della Repubblica bolivariana del Venezuela 

Giorgio Baratta
Giuseppe Cacciatore
Biagio De Giovanni
Francesca Izzo
Pasquale Voza

 
in dialogo con

Jorge Giordani, presidente del Comitato d’amicizia Italia-Venezuela
Luis Damiani, prorettore della Universidad Bolivariana

 
presiede Gerardo Marotta

INTERNATIONAL GRAMSCI SOCIETY ITALIA

con il patrocinio del Comune di Diamante (Cosenza) - Assessorato alla Cultura

 

Italia/Europa/Mondo nel pensiero di Antonio Gramsci

Conversazione civile attorno al libro

Antonio Gramsci in contrappunto. Dialoghi col presente

di Giorgio Baratta

22 aprile 2008, ore 19.30 - Centro Congressi d’Ateneo

Facoltà di Scienze della Comunicazione - Via Salaria 113, Roma

Come si spiega la freschezza che Gramsci comunica oggi ai suoi lettori in tante parti del mondo? 

Martedì 22 aprile, alle 19.30, presso il Centro Congressi d’Ateneo, avrà luogo il prossimo appuntamento di Martedì d’autore

rassegna organizzata dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma,  

dedicato all’approfondimento del pensiero del filosofo sardo, in collaborazione con la International Gramsci Society.

La tavola rotonda si ispira al  “passato e presente” del percorso compiuto da Gramsci come a quello che possiamo tentare noi, in un contesto che favorisce il contrappunto col pensiero postcoloniale extraeuropeo mentre in Europa (segnatamente nel nostro Paese) il fantasma di una “città futura” sembra essersi ritirato in soffitta.

Il dibattito, moderato da Michele Prospero, docente di Scienza Politica presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione, 

vedrà la partecipazione del costituzionalista Gianni Ferrara e dell’antropologo Eugenio Testa, Sapienza Università di Roma, 

di Alessandro Errico, International Gramsci Society. 

Concluderà Alberto Mario Cirese, Professore Emerito della Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza Università di Roma.

Sarà presente l’autore del libro Giorgio Baratta.


 

23 APRILE 2008 - ore 17.00, DIAMANTE (Sala Consiliare)

 Il mondo di Gramsci e Gramsci nel mondo

 

relazione di

Guido Liguori (Vice Presidente IGS Italia)

 Presentazione del

Progetto “OTTAVOMIGLIO”:

OTTAVOMIGLIO Laboratorio e Forum delle Associazioni

e  di “Aspettando Gramsci...” - un’idea, un progetto, un viaggio...

Piero Zucaro (coordinatore OTTAVOMIGLIO Laboratorio)

 

Premio Gerratana 2008: link al bando di concorso

 

E' morto John M. Cammett

E' morto ieri, mercoledì 30 luglio, a New York John M. Cammett, storico e decano degli studi gramsciani negli Stati Uniti. 
Era stato alla fine degli anni Ottanta tra i promotori e i fondatori della International Gramsci Society.
Autore della prima monografia su Gramsci in lingua inglese (Antonio Gramsci and the Origins of Italian Communism, Stanford University Press, 1967), negli anni Novanta Cammett era divenuto famoso in tutto il mondo come autore della citatissima Bibliografia gramsciana, oggi disponibile on line e aggiornata a cura della Fondazione Gramsci, dove per primo raccolse migliaia di titoli di opere di e soprattutto su Gramsci in decine di lingue. La prima versione della Bibliografia gramsciana di Cammett, presentata nel 1989 al convegno di Formia su "Gramsci nel mondo" conteneva 6mila titoli in 26 lingue (sono oggi 17mila in 40 lingue).
Laureatosi alla Columbia University, non senza aver maturato precedentemente una mai rinnegata esperienza di operaio e militante sindacale a Detroit, Cammett ha insegnato a lungo presso il John Jay College della City University of New York.
Protagonista e ispiratore di tutte le principali iniziative della Igs dalla sua nascita, lascia in tutti noi un dolore e una tristezza profondi. A lui va il nostro ringraziamento per tutto quello che ha fatto e ci ha saputo insegnare.

It is with the deepest sadness that we communicate to fellow IGS members the news we have just received about one of our most wonderful colleagues and treasured friends.

 

John M. Cammett, a distinguished historian, Italianist, and most renowned Gramsci scholar in the United States, died yesterday in New York.  A founding member of the International Gramsci Society, John Cammett has worked indefatigably since the 1980s to promote the IGS.

Cammett was the author of the first book-long study on Gramsci in the English language: Antonio Gramsci and the Origins of Italian Communism (Stanford University Press, 1967). In the 1990s Cammett came to be known the world over for his comprehensive Bibliografia gramsciana which cataloged and described thousands of books and articles on Gramsci (as well as works by Gramsci) in numerous languages. The first edition of Cammett’s meticulous bibliography was presented at the International Gramsci Congress that was held in Formia in 1989—it listed 6,000 titles in 26 languages. The bibliography, continuously updated by the Fondazione Gramsci, has grown to 17,000 titles in 40 languages, and is now also readily available on line.

John Cammett was active in labor politics and the trade union movement well before completing his studies at Columbia University. For most of his academic career he was a professor of History at John Jay College of the City Univ. of New York, where he also served for many years as dean. Cammett was also a member of the faculty of the Graduate School of CUNY.

John Cammett inspired all the major initiatives of the IGS and was the major driving force behind its growth. He leaves us with an enormous debt of gratitude for all he taught us and enabled us to achieve. We mourn his loss with the most profound sadness.

 

 

 

 

Manuela Cavalieri ci segnala che il nuovo blog di Antonello Caporale, notista

politico del quotidiano "La Repubblica" (www.antonellocaporale.it

ospita una rubrica dedicata al pensiero di Antonio Gramsci,

da lei curata. Manuela attende i vostri contributi alla discussione e i le vostre considerazioni.


 

Università degli Studi di Bari

CENTRO INTERUNIVERSITARIO DI RICERCA PER GLI STUDI GRAMSCIANI

Giovedì 4 dicembre 2008 alle ore 17,00 in aula Aldo Moro

(Facoltà di Giurisprudenza, Università di Bari)

 Alberto Burgio (Università di Bologna) e

Giuseppe Cacciatore (Università di Napoli Federico II)

discuteranno del libro di Pasquale Voza

Gramsci e la “continua crisi”

(Carocci, 2008)

Introdurrà Lea Durante (Università di Bari)

Sarà presente l'autore


 

Venerdì 23 gennaio 2009 - ore 17

 Sala della Loggia del Maschio Angoino - Napoli

L'Uomo di Turi - Suggestioni da “Lettere dal carcere” di A.Gramsci

Venerdì 23 gennaio, alle ore 17, 00, nella Sala della Loggia del Maschio Angioino  di Napoli, verrà presentato il volume di Piero Zucaro L’UOMO DI TURI, un originale  testo teatrale ispirato alle esperienze del carcere di Antonio Gramsci (Falco Editore).

Piero Zucaro, napoletano di nascita ma residente a Cosenza da venticinque anni, si occupa di comunicazione in ambito scientifico, ma non ha mai tralasciato il suo impegno e la sua passione per la drammaturgia e la musica. “L’uomo di Turi”  si ispira dichiaratamente alle “Lettere dal carcere “ di Antonio Gramsci e fa parte di un’ipotesi di lavoro e di studio più ampia dal titolo “Aspettando Gramsci… un’idea, un progetto, un viaggio”. L’ambizione è proprio quella di recuperare il grande pensatore sardo, riproponendo l’attualità e il valore della sua opera e del suo talento. Il lavoro teatrale di Zucaro si propone, anche, come uno strumento di consapevolezza storica e didattica rivolta, in particolar modo, agli studenti degli anni cruciali della formazione critica, vale a dire a cavallo dell’ultimo anno di liceo e dei primi anni di università. Anche per questo ha volutamente tenuto presente l’opera di Peter Weiss ed in particolare il “Marat Sade”. Dell’autore tedesco, Zucaro sembra condividere, infatti, l’idea del teatro come documento e  denuncia politica.

La manifestazione napoletana è promossa dall’Istituto Culturale del Mezzogiorno, dalla International Gramsci Society e dall’Associazione Ottavomiglio Laboratorio. Parteciperanno, insieme con l’autore del libro, Renato Carpentieri (attore e regista), Franco Iavarone (attore), Manlio Santanelli (drammaturgo) e Pasquale Voza (Ordinario di Letteratura italiana dell’Università di Bari e Direttore del Centro di Ricerca Interuniversitario per gli Studi Gramsciani). Coordinerà Antonio Filippetti (Presidente Istituto Culturale del Mezzogiorno).

International Gramsci Society – Italia     Laboratorio Ottavomiglio  Libreria Ubik Cosenza 

 Venerdì 30 gennaio ore 17.30

Libreria Ubik, piazza XI settembre - trav. via Galliano
Presentazione del libro “L’Uomo di Turi” 
Suggestioni da “Lettere dal carcere” di Antonio Gramsci.
Dramma in un prologo, tre atti e un epilogo di Piero Zucaro

Intervengono

Margherita Ganeri
(Ordinario di Letteratura Italiana - UNICAL)
Guido Liguori
(Docente  UNICAL e vicepresidente International Gramsci Society Italia)
 Raffaele Perrelli
(Preside Facoltà di Lettere e Filosofia - UNICAL)
 Piero Zucaro
(autore)


modera


Rossella Morrone

(Docente UNICAL)

Lettura drammatizzata di brani scelti a cura di Ernesto Orrico

Musiche dal vivo a cura de “LO SQUINTETTO”:
Checco Pallone - tamburi a cornice, percussioni, chitarra, mandola
Piero Gallina - violino e lira calabrese
Enzo Naccarato - fisarmonica

Il 27 aprile a Cosenza, alle ore 19.30 presso la Libreria Ubik (p. XI settembre) IGS Italia e Ottavomiglio Laboratorio presentano Le Lettere a Giulia: dall’universo affettivo al mondo grande e terribile,  con Fortunato Maria Cacciatore, Guido Liguori, Piero Zucaro. La lettura di alcune delle lettere saranno a cura degli attori Serena Ciofi e Ernesto Orrico.

Mercoledì 29 aprile a TORINO, alle ore 16, presso il Dipartimento di Studi Politici (Via Giolitti, 33) l'associazione culturale "Historia Magistra" organizza la VI GIORNATA GRAMSCI, dedicata a "Nuove ricerche e nuovi studi gramsciani". Parteciperanno Aldo Accardo e Angelo d'Orsi. Presiederà Gian Mario Bravo.
Saranno presentati: BGR. Bibliografia Gramsciana Ragionata.  I. 1922- 1965, a cura di Angelo d’Orsi, Viella, Roma 2008; Egemonie, a cura di Angelo d’Orsi (con la collaborazione di Francesca Chiarotto), Dante & Descartes, Napoli 2009; Antonio Gramsci, Quaderni del carcere. Edizione anastatica degli originali, a cura di Aldo Accardo, in collaborazione con «L’Unione Sarda» (in corso di pubblicazione); «Historia Magistra. Rivista di storia critica», n. 1, 2009. Al termine sarà proiettato il documentario La fine di un grande palazzo (20 min.), di Eva Peressini e Romina Magno, alla presenza delle autrici.


 


International Gramsci Society-Sardegna

Rete Itinerante per un Nuovo Senso Comune                                                                                           dalla Sardegna al mondo, dal mondo alla Sardegna            

 

“Nuovo umanesimo della convivenza”

Tonara 12-09-2009                                     Terra Gramsci – I.G.S. Italia - Comune di Tonara

 

Alcune esperienze significative ci hanno incoraggiato a organizzare il convegno programmato a Tonara per il 30-1-09.Ringraziamo il Sindaco di Tonara, Renato Tore, e tutta l’amministrazione per la decisione di  ospitare un evento internazionale che vedrà un confronto sul tema “Nuovo umanesimo della convivenza” , una comunità del centro Sardegna si confronta su una tematica molto cara ad  Antonio Gramsci, che indicava una  prospettiva per tutta l’umanità; parteciperanno i sindaci dei comuni afferenti a Terra Gramsci. Questo evento è possibile grazie alla stretta collaborazione della I.G.S. Italia. Fin dalla costituzione di Terra Gramsci (2007/2008) è stato vivo il confronto con le tematiche e l’esperienza sudamericane , in particolare con  le esperienze che si richiamano alla attualizzazione del pensiero di A. Gramsci: Brasile e Venezuela in primo luogo.  Alcune iniziative hanno visto la partecipazione di Jorge Giordani (ex ministro alla programmazione del governo Chavez, chiamato anche oggi a ricoprire lo stesso incarico,  presidente dell’associazione culturale venezuelana  Aeropagos e socio onorario di Terra Gramsci ) e di Luis Damiani , prorettore della Universitad Bolivariana del Venezuela; in iniziative tenutesi ad Orgosolo e ad Austis ci siamo confrontati sull’esperienza venezuelana e la sensibilità alle tematiche gramsciane in quel paese e in tutto il mondo.  Giovanni Semeraro , brasiliano, ha animato  i nostri dibattiti sui beni comuni e le terre comuni, portando l’esperienza dei senza terra e degli studiosi brasiliani di Gramsci.

Ci siamo impegnati a continuare il confronto, al fine di individuare una prospettiva di cambiamento a livello locale e internazionale. Lo scorso anno l’Associazione Punto Rosso ha promosso varie iniziative in Italia (Milano, Torino, Roma e Napoli) per discutere dell’esperienza sudamericane e venezuelana in particolare, alle quali parteciparono esponenti della IGS Italia e di Terra Gramsci.

In questi contesti è nata la necessità di confrontarci sulla attualità dell’insegnamento gramsciano a partire dall’esperienza dei sindaci, amministrazioni e associazione che hanno fondato  Terra Gramsci , gli studiosi della IGS mondiale e associazioni sudamericane, impegnate a livello culturale, accademico e istituzionale.

Per Terra Gramsci è un ulteriore momento di confronto , crescita politica e culturale .      Nei comuni del Centro Sardegna promotori della rete, Terra Gramsci ha dato vita a una Scuola Itinerante per un Nuovo senso Comune.” La scuola si ispira all’attitudine educativa del pensiero di Gramsci e al suo impegno per la promozione di una cultura popolare alta, centro di irradiazione di una nuova cittadinanza che superi il distacco tra intellettuali e popolo, tra dirigenti e diretti. La scuola si propone di affrontare temi e problemi che interessano la vita quotidiana  di cittadine e cittadini comuni, di intellettuali, operatori e insegnanti, giovani e bambini, in dialogo con le idee, sentimenti ed azione di un pensatore democratico che educò le menti a scoprire una città futura”.

 

Il Convegno di Tonara è una ulteriore tappa del nostro percorso.

Programma del Convegno

Promuovono il convegno : Terra Gramsci, rete associativa per un Nuovo Senso Comune

                                           Amministrazione Comunale di Tonara

                                           International Gramsci Society (I.G.S.) Italia

Il Convegno si svolgerà a Tonara (NU) in Sardegna

Il giorno 12 settembre 2009 , alle ore 16 , presso il Teatro comunale di Tonara

Parteciperanno :

Renato Tore , sindaco di Tonara ;  

Giorgio Baratta (Presidente di Terra Gramsci e I.G.S. Italia) ;                                             

Francesco Carta (Segretario Generale di terra Gramsci) ; 

Sindaci dei Comuni afferenti a Terra Gramsci

Prof . Giovanni Semeraro (Brasile)                                                                                   

Prof. Pasquale Voza (Università di Bari, Presid. Centro Interuniversitario di Studi Gramsciani)

Prof.ssa  Lea Durante, (Università di Bari, Vicepresidente IGS)

Prof. Alvaro Augusto Oviedo Hermandez (Dipartimento de Historia  Pontificia Universidad Javeriana , Bogotà -  Colombia)

Invitati: 

Michela Murgia, scrittrice;   

Clara Murtas, artista, 

Guido Piccoli , giornalista

rappresentanti del Venezuela / Associazione Aeropagos                                                             

Rappresentanti dell’Istituto Gramsci Italiano                Casa Museo A. Gramsci di Ghilarza                             Casa Natale A. Gramsci di Ales

 

L’11 settembre e il 13 settembre son in fase di preparazione degli eventi collaterali al convegno:

1)     Presentazione dei risultati del Progetto Pilota di animazione allo sviluppo avviato nel Comune di Austis sulle identità condivise , gli operatori e rappresentanti sociali presenteranno le conclusioni del progetto  (da concordare per il 11-9-09)

2)     Manifestazione musicale : Antonio Gramsci Jr e i campanacci di Tonara, e sperimentazioni musicali (da concordare per il 13-9-09)

Francesco Carta

International Gramsci Society Italia

GIORGIO QUERIDO

parole suoni visioni di e per Giorgio Baratta

23 aprile 2010, Roma
Casa del cinema, Largo M. Mastroianni, 1
(Villa Borghese, porta Pinciana)

leggi il programma

 

- Università degli Studi di Bologna

Dipartimento di Politica, Istituzioni, Storia

Seminario sul

Dizionario gramsciano 1926-1937 

a cura di  Guido Liguori e Pasquale Voza

(Carocci, 2009)

Coordina Michele Filippini (Università di Bologna) 

Intervengono i curatori.

Bologna, giovedì 6 Maggio 2010, ore 17
Palazzo Hercolani, Strada Maggiore 45
1° piano, Dipartimento di Politica, Istituzioni e Storia
Aula di Dipartimento “Carlo Arturo Jemolo”

Clicca qui per vedere il volantino del seminario.

Ricordando Giorgio Baratta

Associazione casa natale Antonio Gramsci - Ales

Casa Museo di Antonio Gramsci - Ghilarza

Terra Gramsci - IGS

Istituto Gramsci della Sardegna

presentano

Il nostro Gramsci

incontro con Eric J. Hobsbawm di Giorgio Baratta, immagini di Massimiliano Bomba

Gramsci Bartók - dialogo in contrappunto

testi di Antonio Gramsci e Tania Schucht, montati e commentati da Giorgio Baratta
adattamento di Clara Murtas con le voci di Mario Faticoni e Clara Murtas, al pianoforte Silvia Corda

 8 maggio, 18:30
Teatro La Vetreria in viale Italia - Pirri - Cagliari

Interverranno i rappresentanti delle associazioni gramsciane con:
Gisele Theye Baratta, Vladimiro Baratta, Rina Fancellu Pigliaru,
Comitato Archivio Antonio Pigliaru, Giulio Angioni, Luciano Uras e Salvatore Lai.

Clicca qui per visualizzare l'invito all'evento.

Centro per la Filosofia Italiana  
International Gramsci Society - Italia

Presentazione del
Dizionario gramsciano 1926-1937

a cura di G. Liguori e P. Voza, Carocci editore
Roma, giovedì 20 maggio, 2010
ore 16:30, Sala delle colonne di Palazzo Marini, Camera dei Deputati, via Poli 19
Discuteranno del volume Maria Luisa Boccia, Alberto Burgio, Michele Ciliberto, Tullio De Mauro, Giuseppe Vacca.
Coordina Teresa Serra.

Poiché si tratta di un locale della Camera, è preferibile che chi voglia assistere alla presentazione ce lo comunichi al più presto scrivendo a guidoliguori@fastwebnet.it, per poter predisporre l'usuale lista degli aventi diritto all'ingresso. Cercheremo di garantire l'ingresso anche a chi non fa parte della lista, ma solo se vi sarà ulteriore disponibilità di posti.
Gli uomini dovranno indossare la giacca.

Qui la locandina dell'evento.
 

A Roma, sabato 25 settembre 2010, alle ore 18 presso il piazzale del Verano,  nell'ambito della Festa nazionale della Federazione della Sinistra sarà presentato il Dizionario gramsciano 1926-1937. Discuteranno il volume Luigi Cavallaro, Angelo d'Orsi, Antonio Gramsci jr e Paola Pellegrini. Saranno presenti i curatori Guido Liguori e Pasquale Voza. 

 

A Bologna, martedì 5 ottobre 2010 alle ore 17, presso l'Istituto Gramsci Emilia Romagna, via Galliera 26, Giorgio Galli discuterà del Dizionario gramsciano 1926-1937 con i due curatori, Guido Liguori e Pasquale Voza.

Qui la presentazione dell'opera con l'elenco delle voci

 

A Roma, il 18-19 novembre 2010, convegno su Valentino Gerratana 1919-2000. Un filosofo democratico, un comunista laico, organizzato dalla Igs Italia. Maggiori informazioni sul programma e sullo svolgimento dell'incontro a inizio ottobre.

 


 





 

 

 

 



Articoli

- Negli archivi familiari di Gramsci, Antonio jr., figlio di Giuliano e nipote del pensatore sardo, ha trovato lettere ancora inedite. Alcune anticipazioni sull'Unità del 18 ottobre 2007.


- Sull'Unità dell'8 novembre è stata pubblicata in anteprima una lettera inedita di Antonio Gramsci rinvenuta nell'Archivio centrale dello Stato, presso il ministero di Grazia e Giustizia, dallo storico Giuseppe Tamburrano. Si tratta di una lettera-istanza al Direttore generale delle carcere,Giovanni Novelli, presentata il 27 giugno 1933, per chiedere il rispetto delle norme disposte nel novembre 1932 dal direttore del carcere di Turi, Vincenzo Azzariti, in merito al silenzio notturno.
«Il grido di Gramsci: "Notte e giorno in regime di tortura"»: L'istanza del detenuto a Turi

pdf pag. 1
pdf pag. 2

- Un'altra importanza testimonianza di Antonio Gramsci jr., che, partendo dal libro di Bruno Vespa L'amore e il potere, illustra dettagli interessanti sui rapporti della famiglia Gramsci con l'Unione Sovietica:
l'Unità, 20 novembre 2007

 

La "conversione" di Gramsci

L’ennesimo falso scoop, stavolta del Vaticano

Gramsci convertito in fin di vita?

La Storia fatta con le barzellette

Guido Liguori


«La sai l'ultima? Gramsci si è convertito in punto di morte!» Sì, è proprio l'ultima! L'ultima barzelletta, in ordine di tempo. Perché quasi ogni giorno ce n'è una, di barzelletta sul comunista sardo. Tramontate le barzellette su Totti, le barzellette su Gramsci continuano a essere una moda nazionale. Non si tratta qui di riscrivere la storia, ma semplicemente di fregarsene, della storia. Di farne carne da porco. Basta spararne una "carina", che ovviamente abbia una qualche valenza anticomunista, e subito il "Corrierone" la rilancia sul suo sito, i giornali di destra ci faranno pagine e pagine, e qualche craxiano di ferro (esistono ancora) presto ci scriverà addirittura un libro («il libro delle barzellette su Gramsci»). Così, dopo Gramsci che organizzava orge nel sanatorio russo in cui era ricoverato, dopo Gramsci che in carcere si iscrisse al Psi, dopo Gramsci che in realtà era liberale, dopo Gramsci che si è suicidato buttandosi dalla finestra della clinica Quisisana, dopo Gramsci che è stato ucciso da Togliatti e da Stalin mascherati da Diabolik nella stessa clinica (tutto questo - si badi bene - è veramente già stato detto!), ecco ora Gramsci che si è convertito alla religione cattolica nei giorni precedenti alla morte, avvenuta il 27 aprile 1937. Sempre alla Quisisana di Roma, ovviamente, un posto che avrebbe potuto ispirare Le Carrè o Agata Christie.

«Gramsci morì con i sacramenti. E chiese alle suore che lo assistevano di poter baciare un'immagine del Bambino Gesù», ha affermato, sprezzante del ridicolo, l'arcivescovo sardo Luigi de Magistris, penitenziere emerito della Santa Sede, in occasione della presentazione di un nuovo catalogo dei santini. Per anni si è accusato Togliatti e il Pci di voler fare di Gramsci un santino, ora lo si vuol fare entrare - sempre come santino - in un'altra squadra, neanche si trattasse di una figurina Panini. «Il mio conterraneo Gramsci - ha detto l'anziano presule - aveva nella sua stanza l'immagine di Santa Teresa del Bambino Gesù. Durante la sua ultima malattia, le suore della clinica dove era ricoverato portavano ai malati l'immagine di Gesù Bambino da baciare. Non la portarono a Gramsci. Lui disse: "Perché non me l'avete portato?" Gli portarono allora l'immagine di Gesù Bambino e Gramsci la baciò. Gramsci è morto con i Sacramenti, è tornato alla fede della sua infanzia», ha concluso De Magistris.
Fin qui le cronache, al limite della barzelletta, come si vede. Ma le barzellette, per essere gustose, devono essere nuove. Quella raccontata invece ieri in Vaticano è vecchia come il cucco, risalendo almeno al 1977. Già allora un gesuita, padre Della Vedova, anche in quella occasione ripreso e diffuso dal "Corrierone", cercò di perorare l'idea del Gramsci convertito in extremis. Spalleggiato da una certa signora Lina Corigliano, intervistata da Gente . Già dieci anni prima, però, Arnaldo Nesti, un docente universitario fiorentino, aveva ricostruito con serietà la vicenda degli ultimi giorni di Gramsci, raccogliendo le testimonianze insospettabili di tre suore della Quisisana e del cappellano della casa di cura, Giuseppe Furrer. Senza inizialmente sapere bene chi fosse «il dottor Gramsci», il giovane sacerdote vi aveva riconosciuto una personalità fuori dall'ordinario e ogni pomeriggio, se le condizioni di salute del "prigioniero" lo consentivano (Gramsci riacquistò la piena libertà solo pochi giorni prima della morte, e comunque si alternavano intorno a lui squadre di poliziotti e carabinieri, che non lo perdevano mai di vista), amava trascorrere un po' di tempo conversando con lui. «Il dottor Gramsci - testimoniò ammirato il sacerdote - rivelava una conoscenza specialistica dei padri della chiesa, specialmente di sant'Agostino, conosceva bene anche san Tommaso e in particolare Rosmini».
L'illustre malato non rinunciava a denunziare i limiti della chiesa cattolica, che così acutamente aveva indagato nei Quaderni , dicendo ad esempio al sacerdote: «Non posso capire che voi preti abbiate una conoscenza così limitata della vita umana... siete fuori della realtà».
Anche le tre suore rimasero colpite da Gramsci, in particolare dalla sua gentilezza. E cercarono ovviamente in tutti i modi di salvargli l'anima. Nel Natale 1936 due bambini vestiti di bianco fecero il giro delle stanze per far baciare la statuetta di Gesù. Gramsci - gentile sempre coi bambini - non si sottrasse. Certo, se avesse saputo che questo semplice gesto di quieto vivere sarebbe stato rivenduto settanta anni dopo come "conversione", ci avrebbe pensato due volte... Ma cosa si vuol rimproverare a un uomo ridotto allo stremo, sempre più vicino alla morte, ucciso piano piano dalla mancanza di cure a cui lo aveva condannato il Tribunale speciale e il regime carcerario? Un altro testimone d'eccezione, allora ragazzo, Luciano Barca, in seguito dirigente del Pci, economista, deputato di lungo corso, ci ha fornito un racconto toccante della situazione di Gramsci, che egli incontrò alla Quisisana, dove si recava a trovare la madre ricoverata: «Quello che ci passa accanto senza dar mostra di vederci è un uomo basso, spettinato, con il corpo deformato da due gobbe. Cammina lentamente quasi facendosi guidare da un dito che striscia nel muro di fronte alle porte delle stanze... Arriva fino all'estremità del lungo corridoio, poi si gira e torna indietro. Noi intanto ci siamo spostati verso la sua stanza, incapaci di nascondere la nostra sfacciata curiosità e anche un po' di emozione. E questa volta non ci ignora. Prima di entrare nella stanza ci guarda e ci sorride».
Il 25 aprile 1937 il comunista sardo è colpito da emorragia cerebrale. Don Furrer e le tre suore si mobilitano, preparano il secchiello con l'acqua benedetta. «Non ricordo - scrive il sacerdote - se gli ho amministrato o meno l'assoluzione sotto condizione». Il che già dice tutto. Ma anche contro questi poveri tentativi di salvare l'anima al comunista sardo insorse Tania, la cognata di Gramsci, suo principale contatto con il mondo esterno in tutti gli anni del carcere (altra barzelletta: Tania carceriera di Gramsci per conto di Stalin... già sentita anche questa). E, aldilà dei ricordi dei testimoni, sempre da verificare, sempre da accogliere col dubbio dello storico, è proprio da Tania e dagli altri amici e parenti più vicini a Gramsci (la moglie Giulia a Mosca, il fedele amico Piero Sraffa, che viveva a Cambridge e che lo era andato a trovare più volte alla Quisisana, aiutandolo a redigere la domanda per potersi ricongiungere con la famiglia in Unione Sovietica, una volta riacquistata la libertà piena - cosa che avvenne solo pochi giorni prima della morte) che viene la conferma del fatto che la conversione di Gramsci sia una ipotesi senza fondamenti. Perché manca del tutto, nella loro corrispondenza privata, resa nota solo molti decenni dopo i fatti, un qualsiasi cenno a una conversione di Gramsci alla fede religiosa. Non vi è in archivio, cioè, una sola carta, un solo documento che vada in questa direzione, una lettera che contenga una qualsiasi confidenza, da sorella a sorella, da sorella ad amico. Persino il fratello Carlo, non inserito nel movimento comunista, fa cenno a nulla di ciò, scrivendo ad esempio ai parenti in Sardegna. Si è di fronte alla mancanza di una qualsiasi traccia.
Ma davvero - dirò qualcuno - si vuole fare noiosamente storia con i documenti, le testimonianze, le indagini serie? Ma questa è tutta roba da professori universitari, nuova genia di fannulloni e infingardi ormai quotidianamente additati al pubblico ludibrio. Molto meglio riempire con la fantasia i vuoti, veri o presunti, che la storia ha lasciato, le pagine bianche che la storiografia non sa riempire. Molto meglio raccontare barzellette. «La sai l'ultima? Gramsci...»

(“Liberazione”, 26 novembre 2008)


Clicca qui per scaricare la rassegna stampa sull'argomento del 26 novembre 2008 contenente i seguenti articoli:

Gramsci cristiano, il mistero è aperto (Roberto Beretta, "Avvenire")

Il Vaticano e Gramsci, rilancio sulla conversione del fondatore del Pci (Luigi Accattoli, "Corriere della Sera")

Ma Gualtieri e Vacca: noi non abbiamo trovato le prove (Antonio Carioti, "Corriere della Sera")

Gramsci  (Robin, "Europa")

Gramsci . La rivelazione: "Abbracciò la fede prima di morire" (Andrea Tornielli, "il Giornale")

L'intervista. Giuseppe Vacca: "Servono prove, ma se è vero cambia tutto" (Matteo Sacchi, "il Giornale")

Storia. Antonio Gramsci santo subito (Alessandro Robecchi, "il manifesto")

Il Vaticano: "Gramsci si convertì in punto di morte" (Generoso Picone, "Il Mattino")

Gramsci: la leggenda della conversione (Marco Politi, "la Repubblica")

I commenti. Andreotti: è roba vecchia. Canfora: non ci credo ("la Repubblica")

Il racconto del cappellano della clinica (Simonetta Fiori, "la Repubblica")

Gramsci  trovò la fede. La versione di due suore (Paolo Rodari, "il Riformista")

Gramsci , falce martello e crocifisso (Giacomo Galeazzi, "La Stampa")

Giuseppe Vacca: "Scandalo? Lo spirito soffia dove vuole" (Giacomo Galeazzi, "La Stampa")

Ma no, era un ateo convinto (Angelo d'Orsi, "La Stampa")

Revisionismo. Antonio Gramsci si conventì? No, ci provarono ma lui rifiutò (Bruno Gravagnuolo, "l'Unità")

 

Clicca qui per scaricare la rassegna stampa sull'argomento del 27 novembre 2008 contenente i seguenti articoli:

Quegli interrogativi che la morte propone (Pio Cerocchi, "Avvenire")

E Gramsci, Soru e Luxuria finirono nel frullatore sempre acceso della sinistra (Paolo Franchi, "Corriere della Sera")

Lasciate in pace i comunisti (Giuliano Ferrara, "Il Foglio")

Chissà se morì da convertito, certo è che Gramsci visse  da ateo devoto (Lettera di Gianni Baget Bozzo a "Il Foglio")

Rodano: "Conta solo ciò che ha scritto" (Matteo Sacchi, "Il Giornale")

Ecco le ultime ore cristiane di Gramsci (Andrea Tornielli, "Il Giornale")

Giorgio Galli: "Era attento al cattolicesimo e non si è mai proclamato ateo" (Matteo Sacchi, "Il Giornale")

Clamorose rivelazioni-testimonianza di un'infermiera sarda. Woijtyla morente gridò: "Allah è grande" (Piero Sansonetti, "Liberazione")

La sua religione, una filosofia di vita (Giuseppe Vacca, "Il Messaggero")

Gramsci: la conversione irrilevante (Davide Giacalone, "l'Opinione")

Inediti. "Conversione? Mai detto". Antonio Gramsci e il  sacerdote pentito (Simonetta Fiori, "la Repubblica")

Convertito o meno c'è del cristiano in Gramsci (Benedetto Ippolito, "il Riformista")

Cicchitto: "Gramsci? Un uomo straordinariamente poetico" ("La Stampa")

Le curve degli stadi, le sezioni, le radio locali, la militanza. Così nasce il "gramscismo" targato An

Sinistra, alle ortiche l'egemonia
e la destra allora recupera Gramsci

Guido Liguori


La notizia data nei giorni scorsi dai giornali è certo gustosa: il sindaco di Roma Alemanno, invitato da Giuseppe Vacca, si reca in visita alla Fondazione Istituto Gramsci, accolto doverosamente in pompa magna da tutto il gruppo dirigente della stessa, ne visita e ne loda gli archivi, si siede sulla poltrona che fu di Togliatti e soprattutto firma un accordo per donarle una nuova sede più grande e funzionale. In tanti anni in cui è stato sindaco a Roma mai Veltroni aveva visitato il Gramsci (che forse ha il torto di non chiamarsi Fondazione Kennedy) né, soprattutto, aveva trovato per esso una nuova sede, nonostante le promesse. Dunque un sindaco "fascista" - lo scrivo tra virgolette perché credo al revisionismo di An, nonostante l'incongruenza vergognosa della croce celtica che il sindaco di Roma porta al collo, sia pur nascosta sotto la camisa non più negra -, di formazione fascista (qui le virgolette non ci vanno), leader della corrente "sociale" del suo partito (fascismo di sinistra, in un certo senso), genero e allievo del fascistissimo Pino Rauti, si dimostra più sensibile dei liberal nostrani nei confronti della tradizione e del lascito storico-culturale del comunismo italiano. Ha dichiarato Alemanno: «negli anni '80 studiavamo Gramsci, ci fu il cosiddetto "gramscismo di destra", un contributo importante per poter vedere una diversa dimensione della politica. Gramsci lo considero come uno dei grandi del pensiero politico del ‘900». E' ovvio che i giornali più o meno di destra sguazzino nella notizia. E alla visita di Alemanno sommano le celebrazioni per il centenario della nascita del futurismo, ricordando l'interesse gramsciano per il movimento di Marinetti che oggi la destra continua a rivendicare come cosa sua. La vicenda ha almeno due aspetti: di merito e di valenza politica. Iniziamo a vedere cosa sia questo "gramscismo di destra". In Italia esso è stato poco o nulla. L'espressione è nata in Francia grazie al pensatore allora - negli anni '70 - di estrema destra Alain de Benoist. Pensatore interessante sotto più punti di vista, ma certo non insigne studioso di Gramsci. Il suo "gramscismo di destra" esprimeva solo l'esigenza generica che la destra dovesse prestare attenzione alla dimensione culturale e metapolitica, per rifondare se stessa e dar vita a un nuovo senso comune. E ciò a partire dalla convinzione che l'uomo sia un animale simbolico e si identifichi con la propria cultura. Ciò che la destra italiana trasse da questo messaggio negli anni novanta fu la convinzione che la forma-partito non fosse da buttare, ma da aprire alla società, usando anche (ma non solo) la dimensione culturale e massmediologica, che è parte rilevante della società stessa. Il grande fiorire di iniziative che in alcune zone del paese questa destra è stata capace di porre in essere - dalle radio locali alle feste di quartiere, dai giornaletti di circoscrizione agli incontri coi cittadini sui problemi della vita rionale, alla lettura del fenomeno calcistico come veicolo di aggregazione, con la pay-tv gratuitamente fruibile in sezione come con alcune frange ultras affamate di vita "comunitaria" allo stadio, fino al contenzioso (di valore simbolico: Gramsci docet) sulla toponomastica - è definibile, in un certo senso, come "gramscismo di destra", cioè impegno per la creazione di un senso comune anche non immediatamente politico, ma che poi ovviamente è destinato ad avere la sua ricaduta anche sul piano politico.
Lascerei invece da parte, almeno in questa sede, l'accostamento più o meno strumentale del nome di Gramsci al ricordo del futurismo, fatto senza contestualizzazione storico-culturale, puntando sull'attenzione giovanile al fenomeno e senza menzionare i duri giudizi che troviamo nei Quaderni, dove i futuristi sono sarcasticamente definiti «un gruppo di scolaretti che sono scappati da un collegio di gesuiti, hanno fatto un po' di baccano nel bosco vicino e sono stati ricondotti sotto la ferula della guardia campestre».
Ma veniamo alla sostanza politica della visita di Alemanno e dei significati più generali a cui rinvia. Chi ha colto meglio il punto di quanto è successo negli ultimi giorni - o meglio di quanto la visita di Alemanno ha evidenziato - è il Secolo d'Italia , per cui la vicenda prova «quanto ormai la destra, politica e culturale, abbia finalmente conquistato la libertà di manovra in territori immensi, fino a qualche anno fa inimmaginabili». Essa si dimostra capace di «demolire pezzo a pezzo un'egemonia culturale più subita che imposta»: l'egemonia della sinistra, ovviamente.
C'è molto di vero in queste osservazioni del quotidiano organo di Alleanza nazionale. Anche le quattro paroline ultime che ho riportato, pur se suonano nel contesto un po' forzate: poiché ogni egemonia è «più subita che imposta». Nel senso che nel campo di forze nel quale perennemente si combatte la lotta per l'egemonia sempre una parte ha la meglio se l'altra cede il campo, non sa difendere il suo punto di vista, la sua "parzialità", base di partenza irrinunciabile da cui muovere per farsi "interesse generale". Sul rapporto dialettico tra difesa della propria "parte" e volontà-capacità di farsi difensore dell'"interesse generale" (selezionando ovviamente le priorità, le alleanze, gli obiettivi: e qui sta il difficile, e qui vi furono forse errori decisivi), il Pci aveva costruito la propria forza. Non solo quel partito, quella tradizione, quell'abito mentale, quella capacità egemonica sono stati masochisticamente buttati alle ortiche. Ma chi, dopo quel suicidio, ha cercato e cerca di dirsi comunista non ha saputo riproporre quella tensione politico-culturale, quel rapporto dialettico tra la parte e il tutto, farsi carico degli interessi e delle rivendicazioni di tutti i "subalterni" senza che andasse in qualche modo persa la centralità della difesa del lavoro e del suo punto di vista. "Subalterni": quanto ci aiuterebbe ancora il lessico gramsciano! Ma la ricchezza euristica di questa categoria, ad esempio, capace di unire in modo anti-economicistico ma non antimarxista chi soffre il dominio di classe e chi quello di casta, chi l'oppressione culturale e chi quella patriarcale, ecc., l'hanno dovuta riscoprire in India o nel dibattito statunitense, mentre da noi si correva appresso all'evanescenza della moltitudine...
E' ha partire dalle nostre debolezze, anche culturali, che la destra ha «conquistato la libertà di manovra in territori immensi», col revisionismo storiografico a cui anche intellettuali di sinistra hanno contribuito, con la riscrittura della storia del Novecento a cui tanta parte degli intellettuali di sinistra non hanno saputo opporsi, con la demonizzazione della storia del comunismo che anche a sinistra è stata fatta, e non solo dai liberal. Abbiamo permesso un nuovo analfabetismo culturale di massa, aprendo così le porte a un nuovo senso comune: quello del nemico. Venuto meno il Pci, sono state perse o depotenziate tutte le nostre "casematte": le scuole di partito sono state chiuse, la stessa Fondazione Gramsci si è rifugiata nell'"alta cultura", necessaria ma non sufficiente, la fitta rete dei circoli Arci, le case del popolo, ecc. sono state snobbate da una sinistra snob. La formazione del senso comune - nelle curve degli stadi, nelle sezioni territorialmente capillari, nella giungla delle radio locali, nella militanza door to door - in molte situazioni è stata lasciata, per anni, quasi solo ai ragazzi di Alemanno. Ecco, questo forse è stato il "gramscismo di destra" in Italia: una prassi più che una teoria. Una prassi che ci ha fatto male, non meno delle tv di Berlusconi. A noi il compito di ripartire da un "gramscismo di sinistra".


("Liberazione", 07 febbraio 2009)