- Speciale Rassegna stampa del 24/07/07 sulla scomparsa di Giuliano Gramsci
a cura di Alessandro Errico
- Dal 26 al 28 ottobre ciclo di incontri organizzati da Terra Gramsci
Scarica .pdf Scuola Itinerante per un Nuovo Senso Comune
Archivio notizie Terra Gramsci
- Il 29 e il 30 ottobre 2007 a Bari convegno internazionale di studi organizzato dal Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani e dall'International Gramsci Society - Italia, dal titolo "Antonio Gramsci: tra passato e presente".
- In occasione della pubblicazione di Antonio Gramsci in contrappunto di Giorgio Baratta (Carocci Editore),
lunedì 3 marzo 2008 è stata organizzata presso la Casa del Cinema a Roma una serata gramsciana intitolata
Antonio Gramsci in contrappunto - cinema, musica, pensiero
Ore 19: Gramsci come cinema
- Dario Fo e Eric Hobsbawm in New York e il mistero di Napoli. Viaggio nel mondo di Gramsci
videosaggio di Giorgio Baratta
dedicato a Gianni Amico
- Pietro Folena e Pasquale Scimeca in dialogo con l'autore.
Ore 20:30: pausa
Ore 21: Gramsci come musica ("la rosa è viva")
Voce re-citante: Clara Murtas
Trombone: Giancarlo Schiaffini
Contrabbasso: Adriano Orrù
Prologo di Giorgio Baratta
Testi di Antonio Gramsci
Immagini di Tina Modotti
A cura di Massimiliano Bomba
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- E’ deceduta sabato 15 marzo Augusta
Miscali, presidente di Casa Museo Gramsci di Ghilarza e socia fondatrice della
relativa Associazione, già Preside del Liceo Scientifico di Ghilarza ed
esemplare educatrice.
Proprio in qualità di presidente dell’Associazione
Casa Museo di Antonio Gramsci di Ghilarza, al III convegno della International
Gramsci Society aveva introdotto con i suoi saluti la seconda sessione del 4
maggio 2007 presso
- Venerdì 14 marzo 2008 ore 17
Sala del Cenacolo
Camera dei Deputati, Vicolo Valdina, 3/a, Roma
International Gramsci Society - Italia
e Carocci editore
presentano
Antonio Gramsci in contrappunto
di Giorgio Baratta
Pietro Folena
Fabio Frosini
Clara Gallini
Giuseppe Vacca
in dialogo con l'autore.
carica
il .pdf
dell'evento
e quello di
presentazione del volume
- Roma, 2 - 3 aprile
2 aprile, ore 16:30
in
collaborazione con
Universidad
bolivariana de Venezuela
Ambasciata della Repubblica bolivariana del Venezuela
Gian Mario
Anselmi, Università di Bologna
Giorgio Baratta, presidente International Gramsci Society-Italia
Alberto Burgio, Università di Bologna
Pietro Folena, presidente Commissione Cultura Camera dei Deputati
Guido Liguori, Università di Cosenza
Giuseppe Vacca, presidente Fondazione Istituto Gramsci
in dialogo con
Luis Damiani, prorettore della Universidad Bolivariana de Venezuela
Jorge
Giordani, presidente del Comitato
d’amicizia Italia-Venezuela
Stefano Angelini, responsabile del progetto "Gramsci e il Venezuela"
3 aprile, ore 11
Università "La Sapienza"
Facoltà di Scienze della Comunicazione
Via Salaria, 113
International Gramsci Society-Italia
Università "La Sapienza"
Facoltà di Scienze della Comunicazione
Terra Gramsci
Transito atlantico, network euro-americo-latino
presentano
Gramsci e il Venezuela
Saluto di Mario Morcellini, preside della Facoltà
Giorgio Baratta, presidente International Gramsci Society - Italia
Günter Bechtle, Univesità "La Sapienza"
Marianna Colacicco, Transito atlantico
Gianni Ferrara, professore emerito Università "La Sapienza"
Enrico Pugliese, direttore Istituto di Ricerca C.N.R.
in dialogo con
Luis Damiani, prorettore della Universidad Bolivariana de Venezuela
Jorge
Giordani, presidente del Comitato
d’amicizia Italia-Venezuela
Stefano Angelini, responsabile del progetto "Gramsci e il Venezuela"
- Ghilarza-Orgosolo, 4-5
aprile
International Gramsci Society-Italia
Terra
Gramsci
Casa
museo
Gramsci di Ghilarza
Comune di Orgosolo
Transito
Atlantico
in
collaborazione con
Universiad
Bolivariana de Venezuela
Ambasciata
della Repubblica bolivariana del Venezuela
presentano
Ghilarza - casa museo Gramsci
4 aprile, ore 18
"Benevenuto" agli amici venezuelani
Comune di Orgosolo
Auditorium Comunale
5 aprile, ore 17
VIAGGIO
NEL MONDO DI GRAMSCI
da Ghilarza a Caracas
proiezione del video saggio
"New York e il mistero di Napoli" di Giorgio Baratta e Dario Fo
commentato
da
Giulio
Angioni, Università di Cagliari
Antonio Deias, Istituto Superiore Regionale Etnografico
Paolo Piquereddu, direttore dell'Istituto Superiore Regionale Etnografico
Luisa Muravera, assessore alla cultura Comune di Orgosolo
in dialogo
con
Jorge
Giordani, presidente del Comitato
d’amicizia Italia-Venezuela
Luis
Damiani, prorettore della Universidad
Bolivariana
Stefano Angelini, responsabile del progetto "Gramsci e il Venezuela"
Coordina Giorgio Baratta, Presidente di Terra Gramsci
Presiede
Ore
21
Cantu pro
Gramsci
con la
partecipazione di
Clara Murtas, Canto a tenore "Supramonte"
Scarica la locandina dell'evento
7 aprile ore 17.30
Rettorato Università
“L’Orientale”
via Chiatamone 61
presentazione del
TRANSITO ATLANTICO
con la partecipazione di
Università di Napoli "L'Orientale"
Università "Federico II", Centro di Alta Formazione
Istituto Italiano per gli Studi filosofici
International Gramsci Society - Italia
Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani
Fondazione
Premio Napoli
in
collaborazione con
Universidad
bolivariana de Venezuela
Ambasciata della Repubblica bolivariana del Venezuela
Giorgio
Baratta
Giuseppe Cacciatore
Biagio De Giovanni
Francesca Izzo
Pasquale Voza
in dialogo
con
Jorge
Giordani, presidente del Comitato d’amicizia
Italia-Venezuela
Luis Damiani, prorettore della Universidad Bolivariana
presiede Gerardo Marotta
INTERNATIONAL GRAMSCI SOCIETY ITALIA
con il patrocinio del Comune di Diamante (Cosenza) - Assessorato alla Cultura
Italia/Europa/Mondo nel pensiero di Antonio Gramsci
Conversazione civile attorno al libro
Antonio
Gramsci in contrappunto. Dialoghi col presente
di Giorgio Baratta
22 aprile 2008, ore 19.30
- Centro Congressi d’Ateneo
Facoltà di Scienze della
Comunicazione - Via Salaria 113, Roma
Martedì 22 aprile, alle 19.30, presso il Centro Congressi d’Ateneo, avrà luogo il prossimo appuntamento di Martedì d’autore,
rassegna organizzata dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma,
dedicato all’approfondimento del pensiero del
filosofo sardo, in collaborazione con la International
Gramsci Society.
La tavola rotonda si ispira al “passato e presente” del percorso compiuto da
Gramsci come a quello che possiamo tentare noi, in un contesto che favorisce il
contrappunto col pensiero postcoloniale extraeuropeo mentre in Europa
(segnatamente nel nostro Paese) il fantasma di una “città futura” sembra
essersi ritirato in soffitta.
Il dibattito, moderato da Michele Prospero, docente di Scienza Politica presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione,
vedrà la partecipazione del costituzionalista Gianni Ferrara e dell’antropologo Eugenio Testa, Sapienza Università di Roma,
di Alessandro Errico, International Gramsci Society.
Concluderà Alberto
Mario Cirese, Professore Emerito della Facoltà di Lettere e Filosofia della
Sapienza Università di Roma.
Sarà presente l’autore del libro Giorgio Baratta.
23 APRILE 2008 - ore 17.00, DIAMANTE (Sala Consiliare)
relazione di
Guido Liguori (Vice Presidente IGS Italia)
Presentazione del
Progetto “OTTAVOMIGLIO”:
OTTAVOMIGLIO Laboratorio e Forum delle Associazioni
e di “Aspettando Gramsci...” - un’idea, un progetto, un viaggio...
It is with the deepest sadness that we communicate to fellow IGS members the news we have just received about one of our most wonderful colleagues and treasured friends.
John M. Cammett, a distinguished historian, Italianist, and most renowned Gramsci scholar in the United States, died yesterday in New York. A founding member of the International Gramsci Society, John Cammett has worked indefatigably since the 1980s to promote the IGS.
Cammett was the author of the first book-long study on Gramsci in the English language: Antonio Gramsci and the Origins of Italian Communism (Stanford University Press, 1967). In the 1990s Cammett came to be known the world over for his comprehensive Bibliografia gramsciana which cataloged and described thousands of books and articles on Gramsci (as well as works by Gramsci) in numerous languages. The first edition of Cammett’s meticulous bibliography was presented at the International Gramsci Congress that was held in Formia in 1989—it listed 6,000 titles in 26 languages. The bibliography, continuously updated by the Fondazione Gramsci, has grown to 17,000 titles in 40 languages, and is now also readily available on line.
John Cammett was active in labor politics and the trade union movement well before completing his studies at Columbia University. For most of his academic career he was a professor of History at John Jay College of the City Univ. of New York, where he also served for many years as dean. Cammett was also a member of the faculty of the Graduate School of CUNY.
John Cammett inspired all the major initiatives of the IGS and was the major driving force behind its growth. He leaves us with an enormous debt of gratitude for all he taught us and enabled us to achieve. We mourn his loss with the most profound sadness.
Manuela Cavalieri ci segnala che il nuovo blog di Antonello Caporale, notista
politico del quotidiano "La Repubblica" (www.antonellocaporale.it)
ospita una rubrica dedicata al pensiero di Antonio Gramsci,
da lei curata. Manuela attende i vostri contributi alla discussione e i le vostre considerazioni.
Università degli Studi
di Bari
CENTRO INTERUNIVERSITARIO DI RICERCA
Giovedì
4 dicembre
2008
(Facoltà
di
Giurisprudenza, Università di Bari)
Alberto Burgio
(Università di Bologna) e
Giuseppe Cacciatore (Università di Napoli Federico II)
Gramsci
e la “continua
crisi”
(Carocci,
2008)
Introdurrà
Lea Durante
(Università di Bari)
Sarà presente l'autore
Venerdì 23 gennaio 2009 - ore 17
Sala della Loggia del Maschio Angoino - Napoli
L'Uomo di Turi - Suggestioni da “Lettere dal carcere” di A.Gramsci
Venerdì 23 gennaio, alle ore 17, 00, nella Sala della Loggia del Maschio Angioino di Napoli, verrà presentato il volume di Piero Zucaro L’UOMO DI TURI, un originale testo teatrale ispirato alle esperienze del carcere di Antonio Gramsci (Falco Editore).
Piero Zucaro, napoletano di nascita ma residente a Cosenza da venticinque anni, si occupa di comunicazione in ambito scientifico, ma non ha mai tralasciato il suo impegno e la sua passione per la drammaturgia e la musica. “L’uomo di Turi” si ispira dichiaratamente alle “Lettere dal carcere “ di Antonio Gramsci e fa parte di un’ipotesi di lavoro e di studio più ampia dal titolo “Aspettando Gramsci… un’idea, un progetto, un viaggio”. L’ambizione è proprio quella di recuperare il grande pensatore sardo, riproponendo l’attualità e il valore della sua opera e del suo talento. Il lavoro teatrale di Zucaro si propone, anche, come uno strumento di consapevolezza storica e didattica rivolta, in particolar modo, agli studenti degli anni cruciali della formazione critica, vale a dire a cavallo dell’ultimo anno di liceo e dei primi anni di università. Anche per questo ha volutamente tenuto presente l’opera di Peter Weiss ed in particolare il “Marat Sade”. Dell’autore tedesco, Zucaro sembra condividere, infatti, l’idea del teatro come documento e denuncia politica.
La manifestazione napoletana è promossa dall’Istituto Culturale del Mezzogiorno, dalla International Gramsci Society e dall’Associazione Ottavomiglio Laboratorio. Parteciperanno, insieme con l’autore del libro, Renato Carpentieri (attore e regista), Franco Iavarone (attore), Manlio Santanelli (drammaturgo) e Pasquale Voza (Ordinario di Letteratura italiana dell’Università di Bari e Direttore del Centro di Ricerca Interuniversitario per gli Studi Gramsciani). Coordinerà Antonio Filippetti (Presidente Istituto Culturale del Mezzogiorno).
International
Gramsci Society – Italia
Intervengono
modera
Rossella Morrone
(Docente UNICAL)
Il 27 aprile a Cosenza,
alle ore 19.30 presso
la Libreria Ubik (p. XI settembre) IGS Italia e Ottavomiglio Laboratorio
presentano Le Lettere a Giulia:
dall’universo affettivo al mondo grande e terribile, con Fortunato Maria Cacciatore, Guido Liguori,
Piero Zucaro. La lettura di alcune delle lettere saranno a cura degli attori
Serena Ciofi e Ernesto Orrico.
Saranno presentati: BGR. Bibliografia Gramsciana Ragionata. I. 1922-
1965,
a cura di Angelo
d’Orsi, Viella, Roma 2008; Egemonie, a
cura di Angelo d’Orsi (con la collaborazione di Francesca Chiarotto), Dante
& Descartes, Napoli 2009; Antonio
Gramsci, Quaderni del carcere.
Edizione anastatica degli originali, a cura di Aldo Accardo, in collaborazione
con «L’Unione Sarda» (in corso di
pubblicazione); «Historia Magistra. Rivista
di storia critica», n. 1, 2009. Al
termine sarà proiettato il documentario La fine di un grande palazzo (20 min.),
di Eva Peressini e Romina Magno, alla
presenza delle autrici.
International Gramsci Society-Sardegna
Rete Itinerante per un Nuovo Senso Comune
dalla Sardegna al mondo, dal mondo alla Sardegna
“Nuovo umanesimo della convivenza”
Tonara 12-09-2009 Terra
Gramsci – I.G.S. Italia - Comune di Tonara
Alcune
esperienze significative ci hanno incoraggiato a organizzare il convegno
programmato a Tonara per il 30-1-09.Ringraziamo il Sindaco di Tonara, Renato
Tore, e tutta l’amministrazione per la decisione di ospitare un evento internazionale che vedrà
un confronto sul tema “Nuovo umanesimo
della convivenza” , una comunità del centro Sardegna si confronta su una tematica
molto cara ad Antonio Gramsci, che
indicava una prospettiva per tutta
l’umanità; parteciperanno i sindaci dei comuni afferenti a Terra Gramsci.
Questo evento è possibile grazie alla stretta collaborazione della I.G.S.
Italia. Fin dalla costituzione di Terra Gramsci (2007/2008) è stato vivo il
confronto con le tematiche e l’esperienza sudamericane , in particolare
con le esperienze che si richiamano alla
attualizzazione del pensiero di A. Gramsci: Brasile e Venezuela in primo
luogo. Alcune iniziative hanno visto la
partecipazione di Jorge Giordani (ex ministro alla programmazione del governo
Chavez, chiamato anche oggi a ricoprire lo stesso incarico, presidente dell’associazione culturale
venezuelana Aeropagos e socio onorario
di Terra Gramsci ) e di Luis Damiani , prorettore della Universitad Bolivariana
del Venezuela; in iniziative tenutesi ad Orgosolo e ad Austis ci siamo
confrontati sull’esperienza venezuelana e la sensibilità alle tematiche
gramsciane in quel paese e in tutto il mondo.
Giovanni Semeraro , brasiliano, ha animato i nostri dibattiti sui beni comuni e le terre
comuni, portando l’esperienza dei senza terra e degli studiosi brasiliani di
Gramsci.
Ci siamo
impegnati a continuare il confronto, al fine di individuare una prospettiva di
cambiamento a livello locale e internazionale. Lo scorso anno l’Associazione
Punto Rosso ha promosso varie iniziative in Italia (Milano, Torino, Roma e
Napoli) per discutere dell’esperienza sudamericane e venezuelana in
particolare, alle quali parteciparono esponenti della IGS Italia e di Terra
Gramsci.
In questi
contesti è nata la necessità di confrontarci sulla attualità dell’insegnamento
gramsciano a partire dall’esperienza dei sindaci, amministrazioni e
associazione che hanno fondato Terra
Gramsci , gli studiosi della IGS mondiale e associazioni sudamericane,
impegnate a livello culturale, accademico e istituzionale.
Per Terra
Gramsci è un ulteriore momento di confronto , crescita politica e culturale
. Nei comuni del Centro Sardegna
promotori della rete, Terra Gramsci ha dato vita a una Scuola Itinerante per un
Nuovo senso Comune.” La scuola si ispira all’attitudine educativa del pensiero
di Gramsci e al suo impegno per la promozione di una cultura popolare alta,
centro di irradiazione di una nuova cittadinanza che superi il distacco tra
intellettuali e popolo, tra dirigenti e diretti. La scuola si propone di
affrontare temi e problemi che interessano la vita quotidiana di cittadine e cittadini comuni, di
intellettuali, operatori e insegnanti, giovani e bambini, in dialogo con le
idee, sentimenti ed azione di un pensatore democratico che educò le menti a
scoprire una città futura”.
Il Convegno
di Tonara è una ulteriore tappa del nostro percorso.
Programma
del Convegno
Promuovono
il convegno : Terra Gramsci, rete associativa per un Nuovo Senso Comune
Amministrazione Comunale di Tonara
International Gramsci Society (I.G.S.) Italia
Il Convegno
si svolgerà a Tonara (NU) in Sardegna
Il giorno
12 settembre 2009 , alle ore 16 , presso il Teatro comunale di Tonara
Parteciperanno
:
Renato Tore , sindaco di Tonara ;
Giorgio Baratta (Presidente di Terra Gramsci e I.G.S. Italia) ;
Francesco Carta (Segretario Generale di terra Gramsci) ;
Sindaci dei
Comuni afferenti a Terra Gramsci
Prof . Giovanni Semeraro (Brasile)
Prof.
Pasquale Voza (Università di Bari, Presid. Centro Interuniversitario di Studi
Gramsciani)
Prof.ssa Lea Durante, (Università di Bari,
Vicepresidente IGS)
Prof. Alvaro
Augusto Oviedo Hermandez (Dipartimento de Historia Pontificia Universidad Javeriana , Bogotà
- Colombia)
Invitati:
Michela Murgia, scrittrice;
Clara Murtas, artista,
Guido Piccoli , giornalista,
rappresentanti del Venezuela / Associazione Aeropagos
Rappresentanti
dell’Istituto Gramsci Italiano
Casa Museo A. Gramsci di Ghilarza Casa
Natale A. Gramsci di Ales
L’11
settembre e il 13 settembre son in fase di preparazione degli eventi
collaterali al convegno:




Francesco Carta
International Gramsci Society Italia
Casa del cinema,
Largo M. Mastroianni, 1
(Villa Borghese,
porta Pinciana)
- Università degli Studi di Bologna
Dipartimento di Politica, Istituzioni, Storia
Seminario sul
Dizionario gramsciano 1926-1937
a cura di Guido Liguori e Pasquale Voza
(Carocci, 2009)
Coordina Michele Filippini (Università di Bologna)
Intervengono i curatori.
Bologna, giovedì 6 Maggio 2010, ore 17
Palazzo Hercolani, Strada Maggiore 45
1° piano, Dipartimento di Politica, Istituzioni e Storia
Aula di Dipartimento “Carlo Arturo Jemolo”
Clicca qui per vedere il volantino del seminario.
Ricordando Giorgio
Baratta
Associazione casa natale Antonio Gramsci - Ales
Casa Museo di Antonio Gramsci - Ghilarza
Terra Gramsci - IGS
Istituto Gramsci della Sardegna
presentano
Il nostro Gramsci
incontro con Eric J.
Hobsbawm di Giorgio Baratta, immagini di Massimiliano Bomba
Gramsci Bartók -
dialogo in contrappunto
testi
di Antonio Gramsci e Tania Schucht, montati e commentati da Giorgio Baratta
adattamento di Clara Murtas con le voci di Mario Faticoni e Clara Murtas, al
pianoforte Silvia Corda
Teatro La Vetreria in viale Italia - Pirri - Cagliari
Interverranno i rappresentanti delle associazioni gramsciane con:
Gisele Theye Baratta, Vladimiro Baratta, Rina Fancellu Pigliaru,
Comitato Archivio Antonio Pigliaru, Giulio Angioni, Luciano Uras e Salvatore
Lai.
Clicca qui per visualizzare l'invito all'evento.
Centro per la Filosofia Italiana
International Gramsci Society - Italia
Presentazione del
Dizionario gramsciano 1926-1937
a cura di G. Liguori e P. Voza, Carocci editore
A Roma, sabato
25 settembre 2010, alle ore 18 presso il piazzale del Verano,
nell'ambito della Festa nazionale della Federazione della Sinistra sarà
presentato il Dizionario gramsciano 1926-1937. Discuteranno il
volume Luigi Cavallaro, Angelo d'Orsi, Antonio Gramsci jr e Paola
Pellegrini. Saranno presenti i curatori Guido Liguori e Pasquale Voza.
A Bologna,
martedì 5 ottobre 2010 alle ore 17, presso l'Istituto Gramsci Emilia Romagna,
via Galliera 26, Giorgio Galli discuterà del Dizionario gramsciano
1926-1937 con i due curatori, Guido Liguori e Pasquale Voza.
Qui la presentazione
dell'opera con l'elenco delle voci
Articoli
- Negli
archivi familiari di Gramsci, Antonio jr., figlio di Giuliano e nipote
del pensatore sardo, ha trovato lettere ancora inedite. Alcune
anticipazioni sull'Unità del 18 ottobre 2007.
- Sull'Unità dell'8 novembre è stata pubblicata in
anteprima una lettera inedita di Antonio Gramsci rinvenuta
nell'Archivio centrale dello Stato, presso il ministero di Grazia e
Giustizia, dallo storico Giuseppe Tamburrano. Si tratta di una
lettera-istanza al Direttore generale delle carcere,Giovanni Novelli,
presentata il 27 giugno 1933, per chiedere il rispetto delle norme
disposte nel novembre 1932 dal direttore del carcere di Turi, Vincenzo
Azzariti, in merito al silenzio notturno.
«Il grido di Gramsci: "Notte e
giorno in regime di tortura"»: L'istanza del detenuto a Turi
pdf pag. 1
pdf pag. 2
- Un'altra importanza testimonianza di Antonio Gramsci jr., che, partendo dal libro di Bruno Vespa L'amore e il potere,
illustra dettagli interessanti sui rapporti della famiglia Gramsci con l'Unione Sovietica:
l'Unità, 20 novembre 2007
L’ennesimo falso scoop, stavolta del Vaticano
Gramsci convertito in fin di vita?
La Storia fatta con le barzellette
Guido Liguori
«La sai l'ultima? Gramsci si è convertito in punto
di morte!» Sì, è proprio l'ultima!
L'ultima barzelletta, in ordine di tempo. Perché quasi ogni
giorno ce n'è una, di barzelletta sul comunista sardo.
Tramontate le barzellette su Totti, le barzellette su Gramsci
continuano a essere una moda nazionale. Non si tratta qui di riscrivere
la storia, ma semplicemente di fregarsene, della storia. Di farne carne
da porco. Basta spararne una "carina", che ovviamente abbia una qualche
valenza anticomunista, e subito il "Corrierone" la rilancia sul suo
sito, i giornali di destra ci faranno pagine e pagine, e qualche
craxiano di ferro (esistono ancora) presto ci scriverà
addirittura un libro («il libro delle barzellette su
Gramsci»). Così, dopo Gramsci che organizzava orge
nel sanatorio russo in cui era ricoverato, dopo Gramsci che in carcere
si iscrisse al Psi, dopo Gramsci che in realtà era liberale,
dopo Gramsci che si è suicidato buttandosi dalla finestra
della clinica Quisisana, dopo Gramsci che è stato ucciso da
Togliatti e da Stalin mascherati da Diabolik nella stessa clinica
(tutto questo - si badi bene - è veramente già
stato detto!), ecco ora Gramsci che si è convertito alla
religione cattolica nei giorni precedenti alla morte, avvenuta il 27
aprile 1937. Sempre alla Quisisana di Roma, ovviamente, un posto che
avrebbe potuto ispirare Le Carrè o Agata Christie.
«Gramsci
morì con i sacramenti. E chiese alle suore che lo
assistevano di poter baciare un'immagine del Bambino
Gesù», ha affermato, sprezzante del ridicolo,
l'arcivescovo sardo Luigi de Magistris, penitenziere emerito della
Santa Sede, in occasione della presentazione di un nuovo catalogo dei
santini. Per anni si è accusato Togliatti e il Pci di voler
fare di Gramsci un santino, ora lo si vuol fare entrare - sempre come
santino - in un'altra squadra, neanche si trattasse di una figurina
Panini. «Il mio conterraneo Gramsci - ha detto l'anziano
presule - aveva nella sua stanza l'immagine di Santa Teresa del Bambino
Gesù. Durante la sua ultima malattia, le suore della clinica
dove era ricoverato portavano ai malati l'immagine di Gesù
Bambino da baciare. Non la portarono a Gramsci. Lui disse:
"Perché non me l'avete portato?" Gli portarono allora
l'immagine di Gesù Bambino e Gramsci la baciò.
Gramsci è morto con i Sacramenti, è tornato alla
fede della sua infanzia», ha concluso De Magistris.
Fin qui le cronache, al limite della barzelletta, come si vede. Ma le
barzellette, per essere gustose, devono essere nuove. Quella raccontata
invece ieri in Vaticano è vecchia come il cucco, risalendo
almeno al 1977. Già allora un gesuita, padre Della Vedova,
anche in quella occasione ripreso e diffuso dal "Corrierone",
cercò di perorare l'idea del Gramsci convertito in extremis.
Spalleggiato da una certa signora Lina Corigliano, intervistata da
Gente . Già dieci anni prima, però, Arnaldo
Nesti, un docente universitario fiorentino, aveva ricostruito con
serietà la vicenda degli ultimi giorni di Gramsci,
raccogliendo le testimonianze insospettabili di tre suore della
Quisisana e del cappellano della casa di cura, Giuseppe Furrer. Senza
inizialmente sapere bene chi fosse «il dottor
Gramsci», il giovane sacerdote vi aveva riconosciuto una
personalità fuori dall'ordinario e ogni pomeriggio, se le
condizioni di salute del "prigioniero" lo consentivano (Gramsci
riacquistò la piena libertà solo pochi giorni
prima della morte, e comunque si alternavano intorno a lui squadre di
poliziotti e carabinieri, che non lo perdevano mai di vista), amava
trascorrere un po' di tempo conversando con lui. «Il dottor
Gramsci - testimoniò ammirato il sacerdote - rivelava una
conoscenza specialistica dei padri della chiesa, specialmente di
sant'Agostino, conosceva bene anche san Tommaso e in particolare
Rosmini».
L'illustre malato non rinunciava a denunziare i limiti della chiesa
cattolica, che così acutamente aveva indagato nei Quaderni ,
dicendo ad esempio al sacerdote: «Non posso capire che voi
preti abbiate una conoscenza così limitata della vita
umana... siete fuori della realtà».
Anche le tre suore rimasero colpite da Gramsci, in particolare dalla
sua gentilezza. E cercarono ovviamente in tutti i modi di salvargli
l'anima. Nel Natale 1936 due bambini vestiti di bianco fecero il giro
delle stanze per far baciare la statuetta di Gesù. Gramsci -
gentile sempre coi bambini - non si sottrasse. Certo, se avesse saputo
che questo semplice gesto di quieto vivere sarebbe stato rivenduto
settanta anni dopo come "conversione", ci avrebbe pensato due volte...
Ma cosa si vuol rimproverare a un uomo ridotto allo stremo, sempre
più vicino alla morte, ucciso piano piano dalla mancanza di
cure a cui lo aveva condannato il Tribunale speciale e il regime
carcerario? Un altro testimone d'eccezione, allora ragazzo, Luciano
Barca, in seguito dirigente del Pci, economista, deputato di lungo
corso, ci ha fornito un racconto toccante della situazione di Gramsci,
che egli incontrò alla Quisisana, dove si recava a trovare
la madre ricoverata: «Quello che ci passa accanto senza dar
mostra di vederci è un uomo basso, spettinato, con il corpo
deformato da due gobbe. Cammina lentamente quasi facendosi guidare da
un dito che striscia nel muro di fronte alle porte delle stanze...
Arriva fino all'estremità del lungo corridoio, poi si gira e
torna indietro. Noi intanto ci siamo spostati verso la sua stanza,
incapaci di nascondere la nostra sfacciata curiosità e anche
un po' di emozione. E questa volta non ci ignora. Prima di entrare
nella stanza ci guarda e ci sorride».
Il 25 aprile 1937 il comunista sardo è colpito da emorragia
cerebrale. Don Furrer e le tre suore si mobilitano, preparano il
secchiello con l'acqua benedetta. «Non ricordo - scrive il
sacerdote - se gli ho amministrato o meno l'assoluzione sotto
condizione». Il che già dice tutto. Ma anche
contro questi poveri tentativi di salvare l'anima al comunista sardo
insorse Tania, la cognata di Gramsci, suo principale contatto con il
mondo esterno in tutti gli anni del carcere (altra barzelletta: Tania
carceriera di Gramsci per conto di Stalin... già sentita
anche questa). E, aldilà dei ricordi dei testimoni, sempre
da verificare, sempre da accogliere col dubbio dello storico,
è proprio da Tania e dagli altri amici e parenti
più vicini a Gramsci (la moglie Giulia a Mosca, il fedele
amico Piero Sraffa, che viveva a Cambridge e che lo era andato a
trovare più volte alla Quisisana, aiutandolo a redigere la
domanda per potersi ricongiungere con la famiglia in Unione Sovietica,
una volta riacquistata la libertà piena - cosa che avvenne
solo pochi giorni prima della morte) che viene la conferma del fatto
che la conversione di Gramsci sia una ipotesi senza fondamenti.
Perché manca del tutto, nella loro corrispondenza privata,
resa nota solo molti decenni dopo i fatti, un qualsiasi cenno a una
conversione di Gramsci alla fede religiosa. Non vi è in
archivio, cioè, una sola carta, un solo documento che vada
in questa direzione, una lettera che contenga una qualsiasi confidenza,
da sorella a sorella, da sorella ad amico. Persino il fratello Carlo,
non inserito nel movimento comunista, fa cenno a nulla di
ciò, scrivendo ad esempio ai parenti in Sardegna. Si
è di fronte alla mancanza di una qualsiasi traccia.
Ma davvero - dirò qualcuno - si vuole fare noiosamente
storia con i documenti, le testimonianze, le indagini serie? Ma questa
è tutta roba da professori universitari, nuova genia di
fannulloni e infingardi ormai quotidianamente additati al pubblico
ludibrio. Molto meglio riempire con la fantasia i vuoti, veri o
presunti, che la storia ha lasciato, le pagine bianche che la
storiografia non sa riempire. Molto meglio raccontare barzellette.
«La sai l'ultima? Gramsci...»
(“Liberazione”, 26 novembre 2008)
Clicca qui per scaricare la rassegna stampa sull'argomento del 26 novembre 2008 contenente i seguenti articoli:
Gramsci cristiano, il mistero è aperto (Roberto Beretta, "Avvenire")
Il Vaticano e Gramsci, rilancio sulla conversione del fondatore del Pci (Luigi Accattoli, "Corriere della Sera")
Ma Gualtieri e Vacca: noi non abbiamo trovato le prove (Antonio Carioti, "Corriere della Sera")
Gramsci (Robin, "Europa")
Gramsci . La rivelazione: "Abbracciò la fede prima di morire" (Andrea Tornielli, "il Giornale")
L'intervista. Giuseppe Vacca: "Servono prove, ma se è vero cambia tutto" (Matteo Sacchi, "il Giornale")
Storia. Antonio Gramsci santo subito (Alessandro Robecchi, "il manifesto")
Il Vaticano: "Gramsci si convertì in punto di morte" (Generoso Picone, "Il Mattino")
Gramsci: la leggenda della conversione (Marco Politi, "la Repubblica")
I commenti. Andreotti: è roba vecchia. Canfora: non ci credo ("la Repubblica")
Il racconto del cappellano della clinica (Simonetta Fiori, "la Repubblica")
Gramsci trovò la fede. La versione di due suore (Paolo Rodari, "il Riformista")
Ma no, era un ateo convinto (Angelo d'Orsi, "La Stampa")
Revisionismo. Antonio Gramsci si conventì? No, ci provarono ma lui rifiutò (Bruno Gravagnuolo, "l'Unità")
Clicca qui per scaricare la rassegna stampa sull'argomento del 27 novembre 2008 contenente i seguenti articoli:
Quegli interrogativi che la morte propone (Pio Cerocchi, "Avvenire")
E Gramsci, Soru e Luxuria finirono nel frullatore sempre acceso della sinistra (Paolo Franchi, "Corriere della Sera")
Lasciate in pace i comunisti (Giuliano Ferrara, "Il Foglio")
Chissà se morì da convertito, certo è che Gramsci visse da ateo devoto (Lettera di Gianni Baget Bozzo a "Il Foglio")
Rodano: "Conta solo ciò che ha scritto" (Matteo Sacchi, "Il Giornale")
Ecco le ultime ore cristiane di Gramsci (Andrea Tornielli, "Il Giornale")
Giorgio Galli: "Era attento al cattolicesimo e non si è mai proclamato ateo" (Matteo Sacchi, "Il Giornale")
Clamorose rivelazioni-testimonianza di un'infermiera sarda. Woijtyla morente gridò: "Allah è grande" (Piero Sansonetti, "Liberazione")
La sua religione, una filosofia di vita (Giuseppe Vacca, "Il Messaggero")
Gramsci: la conversione irrilevante (Davide Giacalone, "l'Opinione")
Inediti. "Conversione? Mai detto". Antonio Gramsci e il sacerdote pentito (Simonetta Fiori, "la Repubblica")
Convertito o meno c'è del cristiano in Gramsci (Benedetto Ippolito, "il Riformista")
Cicchitto: "Gramsci? Un uomo straordinariamente poetico" ("La Stampa")
Le curve degli stadi, le sezioni, le radio locali, la militanza. Così nasce il "gramscismo" targato An
Sinistra, alle ortiche l'egemonia
e la destra allora recupera Gramsci
Guido Liguori
La notizia data nei giorni scorsi dai giornali è certo gustosa: il
sindaco di Roma Alemanno, invitato da Giuseppe Vacca, si reca in visita
alla Fondazione Istituto Gramsci, accolto doverosamente in pompa magna
da tutto il gruppo dirigente della stessa, ne visita e ne loda gli
archivi, si siede sulla poltrona che fu di Togliatti e soprattutto
firma un accordo per donarle una nuova sede più grande e funzionale. In
tanti anni in cui è stato sindaco a Roma mai Veltroni aveva visitato il
Gramsci (che forse ha il torto di non chiamarsi Fondazione Kennedy) né,
soprattutto, aveva trovato per esso una nuova sede, nonostante le
promesse. Dunque un sindaco "fascista" - lo scrivo tra virgolette
perché credo al revisionismo di An, nonostante l'incongruenza
vergognosa della croce celtica che il sindaco di Roma porta al collo,
sia pur nascosta sotto la camisa non più negra -, di formazione
fascista (qui le virgolette non ci vanno), leader della corrente
"sociale" del suo partito (fascismo di sinistra, in un certo senso),
genero e allievo del fascistissimo Pino Rauti, si dimostra più
sensibile dei liberal nostrani nei confronti della tradizione e del
lascito storico-culturale del comunismo italiano. Ha dichiarato
Alemanno: «negli anni '80 studiavamo Gramsci, ci fu il cosiddetto
"gramscismo di destra", un contributo importante per poter vedere una
diversa dimensione della politica. Gramsci lo considero come uno dei
grandi del pensiero politico del ‘900». E' ovvio che i giornali più o
meno di destra sguazzino nella notizia. E alla visita di Alemanno
sommano le celebrazioni per il centenario della nascita del futurismo,
ricordando l'interesse gramsciano per il movimento di Marinetti che
oggi la destra continua a rivendicare come cosa sua. La vicenda ha
almeno due aspetti: di merito e di valenza politica. Iniziamo a vedere
cosa sia questo "gramscismo di destra". In Italia esso è stato poco o
nulla. L'espressione è nata in Francia grazie al pensatore allora -
negli anni '70 - di estrema destra Alain de Benoist. Pensatore
interessante sotto più punti di vista, ma certo non insigne studioso di
Gramsci. Il suo "gramscismo di destra" esprimeva solo l'esigenza
generica che la destra dovesse prestare attenzione alla dimensione
culturale e metapolitica, per rifondare se stessa e dar vita a un nuovo
senso comune. E ciò a partire dalla convinzione che l'uomo sia un
animale simbolico e si identifichi con la propria cultura. Ciò che la
destra italiana trasse da questo messaggio negli anni novanta fu la
convinzione che la forma-partito non fosse da buttare, ma da aprire
alla società, usando anche (ma non solo) la dimensione culturale e
massmediologica, che è parte rilevante della società stessa. Il grande
fiorire di iniziative che in alcune zone del paese questa destra è
stata capace di porre in essere - dalle radio locali alle feste di
quartiere, dai giornaletti di circoscrizione agli incontri coi
cittadini sui problemi della vita rionale, alla lettura del fenomeno
calcistico come veicolo di aggregazione, con la pay-tv gratuitamente
fruibile in sezione come con alcune frange ultras affamate di vita
"comunitaria" allo stadio, fino al contenzioso (di valore simbolico:
Gramsci docet) sulla toponomastica - è definibile, in un certo senso,
come "gramscismo di destra", cioè impegno per la creazione di un senso
comune anche non immediatamente politico, ma che poi ovviamente è
destinato ad avere la sua ricaduta anche sul piano politico.
Lascerei invece da parte, almeno in questa sede, l'accostamento più o
meno strumentale del nome di Gramsci al ricordo del futurismo, fatto
senza contestualizzazione storico-culturale, puntando sull'attenzione
giovanile al fenomeno e senza menzionare i duri giudizi che troviamo
nei Quaderni, dove i futuristi sono sarcasticamente definiti «un gruppo
di scolaretti che sono scappati da un collegio di gesuiti, hanno fatto
un po' di baccano nel bosco vicino e sono stati ricondotti sotto la
ferula della guardia campestre».
Ma veniamo alla sostanza
politica della visita di Alemanno e dei significati più generali a cui
rinvia. Chi ha colto meglio il punto di quanto è successo negli ultimi
giorni - o meglio di quanto la visita di Alemanno ha evidenziato - è il
Secolo d'Italia , per cui la vicenda prova «quanto ormai la destra,
politica e culturale, abbia finalmente conquistato la libertà di
manovra in territori immensi, fino a qualche anno fa inimmaginabili».
Essa si dimostra capace di «demolire pezzo a pezzo un'egemonia
culturale più subita che imposta»: l'egemonia della sinistra,
ovviamente.
C'è molto di vero in queste osservazioni del quotidiano
organo di Alleanza nazionale. Anche le quattro paroline ultime che ho
riportato, pur se suonano nel contesto un po' forzate: poiché ogni
egemonia è «più subita che imposta». Nel senso che nel campo di forze
nel quale perennemente si combatte la lotta per l'egemonia sempre una
parte ha la meglio se l'altra cede il campo, non sa difendere il suo
punto di vista, la sua "parzialità", base di partenza irrinunciabile da
cui muovere per farsi "interesse generale". Sul rapporto dialettico tra
difesa della propria "parte" e volontà-capacità di farsi difensore
dell'"interesse generale" (selezionando ovviamente le priorità, le
alleanze, gli obiettivi: e qui sta il difficile, e qui vi furono forse
errori decisivi), il Pci aveva costruito la propria forza. Non solo
quel partito, quella tradizione, quell'abito mentale, quella capacità
egemonica sono stati masochisticamente buttati alle ortiche. Ma chi,
dopo quel suicidio, ha cercato e cerca di dirsi comunista non ha saputo
riproporre quella tensione politico-culturale, quel rapporto dialettico
tra la parte e il tutto, farsi carico degli interessi e delle
rivendicazioni di tutti i "subalterni" senza che andasse in qualche
modo persa la centralità della difesa del lavoro e del suo punto di
vista. "Subalterni": quanto ci aiuterebbe ancora il lessico gramsciano!
Ma la ricchezza euristica di questa categoria, ad esempio, capace di
unire in modo anti-economicistico ma non antimarxista chi soffre il
dominio di classe e chi quello di casta, chi l'oppressione culturale e
chi quella patriarcale, ecc., l'hanno dovuta riscoprire in India o nel
dibattito statunitense, mentre da noi si correva appresso
all'evanescenza della moltitudine...
E' ha partire dalle nostre
debolezze, anche culturali, che la destra ha «conquistato la libertà di
manovra in territori immensi», col revisionismo storiografico a cui
anche intellettuali di sinistra hanno contribuito, con la riscrittura
della storia del Novecento a cui tanta parte degli intellettuali di
sinistra non hanno saputo opporsi, con la demonizzazione della storia
del comunismo che anche a sinistra è stata fatta, e non solo dai
liberal. Abbiamo permesso un nuovo analfabetismo culturale di massa,
aprendo così le porte a un nuovo senso comune: quello del nemico.
Venuto meno il Pci, sono state perse o depotenziate tutte le nostre
"casematte": le scuole di partito sono state chiuse, la stessa
Fondazione Gramsci si è rifugiata nell'"alta cultura", necessaria ma
non sufficiente, la fitta rete dei circoli Arci, le case del popolo,
ecc. sono state snobbate da una sinistra snob. La formazione del senso
comune - nelle curve degli stadi, nelle sezioni territorialmente
capillari, nella giungla delle radio locali, nella militanza door to
door - in molte situazioni è stata lasciata, per anni, quasi solo ai
ragazzi di Alemanno. Ecco, questo forse è stato il "gramscismo di
destra" in Italia: una prassi più che una teoria. Una prassi che ci ha
fatto male, non meno delle tv di Berlusconi. A noi il compito di
ripartire da un "gramscismo di sinistra".
("Liberazione", 07 febbraio 2009)