Terra Gramsci

Mimmo Boninelli

 

Terra Gramsci. Dalla Sardegna al mondo, dal mondo alla Sardegna, a cura di Giorgio Baratta e Angela Grilletti Migliavacca (Cagliari, AD arte Duchamp, 2007, pp. 100) è il Quaderno n. 1 di «Terra Gramsci», l’organismo associativo nato nel corso del 2007 e in graduale ampliamento, «frutto del radicamento della International Gramsci Society nella terra di Gramsci, in contrappunto con la terra del mondo».

Si tratta di una sorta di catalogo ragionato delle iniziative messe in campo in alcuni paesi della Sardegna (Austis, Ulassai, Ghilarza, e altri ancora), nel corso del settantesimo anno dalla morte di Gramsci. Un catalogo però sui generis, ricco di pagine suggestive, che offrono abbondante materia di riflessione su come intendere e interpretare concretamente l’“attualità” di Gramsci nella sua terra, «in contrappunto» con il mondo contemporaneo. Libro di suggestioni ed emozioni, anche intense, che scaturiscono da una seria e intelligente lettura delle pagine del pensatore sardo e i cui esiti, per dirla con le parole dello stesso Gramsci, sono il risultato della «fantasia concreta» e «creatrice», capace di esprimere il nuovo senza mai dimenticare l’antico.

L’ossatura del volume è costituita di tre parti: Gramsci tra noi; Una scuola itinerante; Per un nuovo senso comune. Il tutto preceduto dai testi di una immaginaria corrispondenza epistolare tra Eric Hobsbawm e l’intellettuale sardo e da un altrettanto fantasioso dialogo tra Maria (Lai) e Antonio (Gramsci). Pagine tra passato e presente da cui scaturisce un dialogo concreto e imprevedibile. Emerge fin da subito la trama di una tessitura che informa l’intero volume. Un primo lavoro d’incastro in cui le tessere di un presente riflessivo provano a connettersi con le “pietre” originali del pensatore sardo.

La prima parte - Gramsci tra noi - raccoglie testi letterari, poesie, canti di autori sardi (Nereide Rudas, Peppino Marotto, Salvatore Mannuzzu e Maria Lai), intercalati da brevi scritti di Gramsci e da una preziosa testimonianza del nipote Antonio Gramsci jr.

Se uno degli aspetti fondanti del pensiero gramsciano è l’impronta educativa, costruita sul costante confronto tra le idee per ridurre la distanza tra gli intellettuali e i “semplici”, ecco che la seconda parte del volume (Una scuola itinerante), fornisce pregevoli esempi concreti - facilmente applicabili ed esportabili in tanti altri luoghi d’Italia e del mondo - di «seminari di formazione»: dialoghi, riflessioni e confronti critici intorno a temi esiziali del mondo contemporaneo:

-         i beni e le terre comuni. Ragionando prima della dimensione locale (la vendetta barbaricina) e osservando come quell’istituto fu il prodotto di determinate condizioni storiche e sociali, oggi irriproponibili, si giunge a considerazioni circa il bene comune nella contemporaneità, in Sardegna e nel mondo. Aspetto poi ripreso con il secondo tema;

-         l’acqua nella società attuale Usi, abusi e disusi di un bene di primaria importanza per l’intero pianeta. Il diritto di accesso all’acqua per i bisogni vitali di ciascun individuo è un diritto fondamentale pressoché assente nel sud del mondo. Le spese della raccolta-conservazione-distribuzione di questo bene così necessario sono «costi sociali comuni che devono essere sostenuti dall’intera collettività». Un tema quindi inter-generazionale per il futuro del pianeta e della specie, di cui i bambini rappresentano il bene più prezioso e più fragile;

-         i nostri bambini. Vi sono numerose pagine di Gramsci che affrontano questo argpmento. Non solo nelle lettere ai figli, ma in articoli e in note carcerarie dove emerge il suo piglio di pedagogo-educatore. In brevi ma densi contributi, la sezione offre una quantità di stimoli che si concludono con la riproposta di un vecchio scritto di Gianni Rodari: la sua «fantasia concreta e creatrice» pennella in una paginetta la storia di Giacomo di cristallo. Prendendo spunto dalle vicende biografiche di Gramsci, Rodari propone a un pubblico bambino la fiaba dell’uomo di cristallo, con la sua verità trasparente e visibile a tutti, «più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno». Nessun tiranno riuscirà mai a oscurarla..

L’ultima parte, Per un nuovo senso comune, riprende con più spessore teorico i temi affrontati nei «Seminari di formazione» attraverso i contributi di Meloni, Baratta, Ferrara e Zoletto, che intrecciano interessanti considerazioni su beni comuni, acqua e bambini. Ragionando sulla dimensione locale tra passato e presente, emerge in tutta evidenza lo sforzo per ricostruire «un’identità locale collettiva, di un nuovo senso comune». Ma i temi affrontati rimbalzano dal locale al globale e proiettano il pensiero gramsciano, appunto, «dalla Sardegna al mondo» con due contributi su Brasile e Venezuela.

A Guido Melis sono affidate le note conclusive. Egli mostra come la concretezza del pensiero di Gramsci non faccia più discendere la politica dal «cielo astratto della teoria, ma [viene costituendosi] giorno per giorno nell’analisi anche minuta delle mille contraddizioni della realtà». Il risultato finale del Quaderno è un libro ricco di stimoli esportabili ovunque, con un pizzico di «fantasia creatrice» Quella che Gramsci ha fatto propria nei diversi capitoli della sua esistenza. Quella che oggi è richiesta alla nostra intelligenza.